Residenza addio! La rabbia di Davide ‘David’ De Biagi. Ora faccio io i nomi dei furbetti
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Lunedì 30 Settembre 2013

SAN MARINO - Sul tema delle residenze riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Davide ‘David’ De Biagi. Che la residenza se l’è vista togliere e che ora ne ha per tutti. Anticipando l’intenzione di raccogliere dati e segnalazione (anche in forma anonima) dei ‘falsi residenti’ da girare al fisco italiano.

Ecco la sua lettera aperta.

Come quella di altri cittadini sammarinesi (e non solo) la mia testimonianza ha dell’incredibile.

Sono nato a San Marino, vivo in questa terra da oltre 40 anni, lavoro come dipendente pubblico presso l’Ospedale di Stato e svolgo quotidianamente attività di volontariato per un’associazione ambientalista conosciuta in zona per le numerose iniziative svolte.

Sono anche attivista in un neonato movimento politico e faccio parte di una commissione istituzionale. Come tanti, ho un ‘mutuo prima casa’ sull’acquisto di un modestissimo appartamento in una palazzina di 18 famiglie, che cerco di onorare ad ogni scadenza. Lo stesso Segretario di Stato agli Interni Venturini (allora Segretario al Territorio) che ha firmato la mia revoca di residenza, credo ricordi quante volte, durante il periodo di censimento, in ambito associativo ci siamo trovati faccia a faccia a dover discutere importanti tematiche ambientali incluse quelle legate alla realizzazione dell’inceneritore a San Marino.

Diciamo che non sono persona del tutto sconosciuta in repubblica.

Bene, un mese fa ricevo una raccomandata dall’Ufficio di Stato Civile che mi comunica la revoca della residenza, dovuta al mancato ritiro da parte mia della scheda del VI Censimento della popolazione residente ed al fatto che durante i controlli della Gendarmeria non ero stato trovato presso la mia abitazione.

Di primo acchito, pensando ad un errore, mi reco presso l’ufficio di pertinenza per chiedere delucidazioni. Nonostante l’accoglienza e la disponibilità con la quale vengo accolto dall’Ufficiale di Stato Civile, mi viene risposto che suo malgrado, stando alla legge, per riottenere la residenza devo fare ricorso all’autorità preposta oppure aspettare che la revoca diventi esecutiva per riformulare un nuova richiesta di residenza all’Ufficio di Stato Civile, con l’obbligo di assolvimento di gravosi adempimenti burocratici.

Mi chiedo come sia possibile tutto questo? Come può la burocrazia avere il sopravvento sulla realtà di fatto che, come tutti sanno, dimoro a San Marino da sempre, trascorro la mia vita a San Marino da sempre, dividendomi tra il lavoro di operatore sanitario presso l’I.S.S. ed il lavoro di volontario presso la sede didattica della mia Associazione? L’assurdità della legge sul censimento calpesta i diritti dei cittadini sammarinesi che di fatto vivono in territorio.

Ognuno di noi potrebbe alzarsi una mattina e trovarsi un funzionario pubblico fuori dalla porta di casa che ci dice che dobbiamo andare via. Sorvolando sulla questione del mutuo prima casa (il quale viene concesso soltanto ai residenti), sorvolando sulla riorganizzazione di tutti i documenti, sorvolando sul fatto del rapporto sanitario bloccato e sorvolando anche sul fatto che dopo aver richiesto nuovamente la residenza occorrerà aspettare del tempo prima che vengano convalidati i tre controlli che la gendarmeria farà a sua discrezione nell’arco di sei mesi, non possiamo sorvolare sull’incapacità di interazione e collaborazione che gli uffici pubblici sammarinesi dimostrano in tal senso.

Sarebbe bastato un semplice incrocio di dati fra uffici (tributario, ufficio del lavoro, banca centrale, gendarmeria) chiedere testimonianza ai vicini di casa o semplicemente fare una telefonata per risolvere il problema. Ma evidentemente questo Stato preferisce compiere atti che pesano sulle spalle dei cittadini residenti veri!

Il VI Censimento non ha censito nulla di reale, tutt’altro, si è rivelato un vero flop. Innumerevoli finti residenti a San Marino, tra i quali tanti intoccabili (ad es. dirigenti pubblici), risulta non siano stati sanzionati in seguito alle operazioni censuarie, rimanendo beffardamente impuniti. A fare le spese di questa assurda legge sono stati perlopiù quei sammarinesi e quei residenti reali che effettivamente vivono in Repubblica ma che per una ragione o per l’altra non hanno ritirato la scheda censuaria. Ma quanto ci è costato il censimento? Alcuni dicono €500.000, ma in realtà nessuno lo sa con certezza. Mi piacerebbe chiedere al precedente Segretario di Stato alle Finanze se non fosse stato meglio utilizzare questo denaro per finalità importanti come ad esempio il miglioramento dei servizi pubblici, l’elargizione di contributi ai bisognosi o l’abbattimento delle barriere architettoniche a favore dei disabili o altri scopi sociali? Ma evidentemente è meglio destinare fondi altrove, privilegiando chi aggira la legge come coloro che sfruttano il sistema economico interno o quello sanitario pur vivendo fuori territorio.

Detto ciò, vorrei cogliere questa opportunità per invitare chi voglia segnalare (anche in maniera anonima) i nominativi di persone ‘residenti’ a San Marino che presumibilmente non abitano sul suolo sammarinese, inviando una mail a questo indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

A fine 2013 io stesso provvederò a depositare tale elenco all’Ufficio delle Entrate Italiano. Sarà loro discrezionalità valutare se l’elenco prodotto presenterà un contributo meritorio o meno. E chissà che a seguito di un incrocio di dati, fra congruenze e incongruenze, sia la volta buona che San Marino riesca ad interfacciarsi con l’Italia facendo fronte comune su qualcosa a cui entrambi dicono di ambire: ‘la lotta contro l’evasione’.


Davide De Biagi (David)