Contrappasso per i fratelli Magnoni (Sopaf): arrestati ‘grandi accusatori’ di Carisp San Marino
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Venerdì 09 Maggio 2014

SAN MARINO - Interessa di riflesso anche la Repubblica di San Marino la vicenda giudiziaria riguardante la Sopaf e culminata con gli arresti domiciliari di Ruggero, Aldo e Giorgio Magnoni (e di Luca Magnoni, figlio di Giorgio).

Interessa perché Sopaf era la holding in società con Cassa di Risparmio nel gruppo Delta, un socio che si rivelò davvero problematico anzi terribile per Cassa, dato che da una segnalazione di Sopaf partì l’intervento di Bankitalia che culminò con la dismissione di un gruppo assolutamente in salute e tutte le conseguenti vicissitudini di Carisp.

Sopaf fu finalmente liquidata per le sue quote (poco meno del 16%) in Delta con la bellezza di 70 milioni di euro, di cui 15 milioni per consulenze di advisory su cui è sempre rimasta un’ombra di dubbio.

Sul fronte sammarinese circa tre settimane fa, nell’ultima sessione del Consiglio Grande e Generale, è stato deciso di istituire una commissione d’inchiesta chiamata a indagare su eventuali “responsabilità politiche e amministrative” nella vicenda che coinvolse Cassa di Risparmio, Sopaf e Delta. La decisione passò con 37 voti a favore, 16 contrari e 2 astenuti, in un odg firmato da tutti i gruppi, che sostituì quello presentato da Rete, Civico 10 e Sinistra unita.


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L’ARRESTO DEI MAGNONI: DISTRATTI 100 MILIONI

La famiglia Magnoni è oggi agli arresti domiciliari. L’inchiesta, partita dalla magistratura di Milano e condotta dalla Guardia di Finanza, riguarda proprio la holding Sopaf. I reati contestati: associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, truffa, appropriazione indebita e frode fiscale. I finanzieri avrebbero accertato una distrazione di oltre 100 milioni di euro dal patrimonio della Sopaf, società in regime di concordato preventivo.