Riforme per lo sviluppo. Squinzi: Bene Draghi, occorre investire per crescere
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Venerdì 12 Settembre 2014

Italia e Repubblica di San Marino sono accomunate da molti più fattori di quanti si potrebbe pensare. È questo ciò che è emerso nel confronto di questa mattina al Centro Congressi Kursaal di San Marino in occasione della tavola rotonda “Le riforme per lo sviluppo”, organizzata dall’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese.

Al tavolo il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, Emanuel Colombini Presidente dell’ANIS, l’equivalente associazione sammarinese, i Segretari di Stato alle Finanze Claudio Felici e all’Industria Marco Arzilli, e il Direttore di San Marino Rtv, Carlo Romeo.

I punti di contatto non sono soltanto nelle potenziali opportunità di una collaborazione sempre più stretta, auspicata su sponda sammarinese tanto quanto dal Presidente Squinzi, ma anche nelle problematiche. E nelle misure da intraprendere, a partire dalle riforme.

 

SQUINZI: "DRAGHI HA RAGIONE, OCCORRE INVESTIRE PER CRESCERE"

Il numero uno di Confindustria ha scaldato i motori riprendendo le più recenti dichiarazioni del Presidente BCE Draghi (“Occorre investire per crescere”): “Si tratta di una visione che condivido al cento per cento, ma è necessari ocreare le condizioni perché gli investitori si sentano maggiormente invogliati a fare investimenti e più tranquilli”.

Squinzi ha poi parlato delle riforme ritenute prioritarie, a partire da quella del mercato del lavoro: “L’ideale è un contratto di lavoro a tempo indeterminato che permetta alle imprese di adeguarsi alle condizioni che cambiano dei mercati. Un contratto che non sia penalizzante per i lavoratori, ma anche per le aziende che devono avere la convenienza a legare a sé i propri lavoratori”. In ogni caso, “I Paesi che hanno fatto vere riforme del mercato del lavoro, penso alla Germania tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, ma anche alla Spagna negli ultimi 2-3 anni, sono gli unici che vedono oggi il proprio PIL crescere rispetto agli altri che invece non sono intervenuti con decisione.

Poi una battuta, stuzzicata dal moderatore del confronto Sergio Barducci, sul rapporto non idilliaco di Squinzi con Susanna Camusso: “Effettivamente direi che non è un rapporto idilliaco. Mi dispiace perché se si arriva ad accordi, ma poi questi non vengono mantenuti comunque non è colpa mia… Io ho una parola sola”.

 

IL PESO DELLA PA E LA SPENDING REVIEW. "24 MLD DI TAGLI? SARA' DIFFICILE"

I punti di contatto tra Italia e San Marino, dicevamo, sono tanti, a partire dalle criticità. E tra queste, a partire dal peso eccessivo della pubblica amministrazione. Se il Presidente dell’ANIS Colombini ha invocato un piano di “dimagrimento e razionalizzazione” per rendere la Pa sammarinese più efficace e più efficiente, di rimando il Presidente di Confindustria per l’Italia vede difficile raggiungere il 3% di tagli sulla spesa pubblica che il Governo Renzi sta chiedendo a tutti i ministeri: “Si tratta di 24 miliardi di tagli su una spesa pubblica di 800 miliardi, ma questa cifra complessiva comprende soprattutto pensioni e sanità. Personalmente credo che sia difficile reperire questa cifra, occorrerà grande determinazione politica a resistere a ogni tipo di pressione”.

 

LE OPPORTUNITA' DEL BUON RAPPORTO ITALIA E SAN MARINO. "AEROPORTI DI ROMAGNA, CHE DISASTRO"

Poi si è parlato anche di opportunità, e di rapporti tra Italia e San Marino. Ci sono progetti strategici comuni, indicati dal Presidente ANIS Emanuel Colombini e ribaditi dai Segretari di Stato Felici e Arzilli che già rientrano nelle prospettive di una collaborazione già in essere e da implementare: l’aeroporto di Rimini Federico Fellini e il nascente parco scientifico e tecnologico internazionale Techno Science Park. Per Squinzi “la situazione aeroportuale di Romagna è disastrosa, con lo scalo di Forlì chiuso e quello di Rimini a mezzo servizio”, mentre per quanto riguarda i parchi tecnologici “personalmente chiederò al Ministro Padoan nell’incontro della prossima settimana di inserire nella Legge di Stabilità un finanziamento sotto forma di credito d’imposta per la ricerca: credo che la cifra di almeno un miliardo di euro all’anno, reso stabile in qualche modo per una decina d’anni, rappresenti un intervento che va nella direzione giusta e possa avere un effetto moltiplicatore sulla crescita”.

I Segretari di Stato alle Finanze e all’Industria di San Marino, rispettivamente Claudio Felici e Marco Arzilli, a più riprese hanno ribadito i passi avanti compiuti dalla piccola Repubblica negli ultimi anni in fatto di trasparenza e adeguamento agli standard internazionali. “Puntiamo a una San Marino più aperta, anche mentalmente, per fornire terreno fertile agli investitori internazionali”, ha affermato Felici. “La San Marino che il Presidente Squinzi ha conosciuto una decina d’anni fa quando fu ospite di ANIS è molto diversa da quella di oggi: stiamo lavorando duramente per portare fuori il nostro Paese da un potenziale isolamento e l’Accordo di Associazione su cui stiamo trattando con l’Unione Europea rappresenta la chiave del nostro futuro”.

“San Marino e Italia sono due sistemi diversi – ha dichiarato a sua volta Marco Arzilli - ma dobbiamo essere un unico elemento nella collaborazione. Ci sono grandi possibilità se riusciamo a mettere a frutto una vera collaborazione. Sarà importante, per noi quanto per l’Italia, ritrovare la fiducia smarrita in questi anni difficili”.

“San Marino sia visto come opportunità e non come problema”, ha auspicato invece il Presidente degli Industriali del Titano Emanuel Colombini, ricercando nel Presidente Squinzi, da anni amico della Repubblica, un alleato. “Quello che possiamo mettere in campo è un modello di coopetition, e non solo sui progetti strategici già individuati (aeroporto e PST, ndr) ma in tanti altri ambiti”.

 

ORIZZONTE 2020. AUSPICI PER IL TITANO. E PER L'EUROPA? "MAGGIORE COESIONE"

Il Presidente Emanuel Colombini parlando di futuro ha indicato un orizzonte temporale ben preciso: il 2020. La raccomandazione di Giorgio Squinzi ai politici sammarinesi è stata quella di “governare con una visione non alle prossime elezioni ma alle prossime generazioni” (applauso, spontaneo, dalla platea). Per l’Italia e per l’Europa invece “Il nostro futuro non può non essere che legato a una effettiva integrazione tra i Paesi dell’Unione Europea. La competizione oggi non è più tra aziende o tra Stati ma tra grandi aree economiche. E noi, come Europa, siamo i più attrezzati ma anche quelli che stanno soffrendo maggiormente. Ecco perché occorre compiere uno scatto in avanti nella direzione di una maggiore integrazione”.