Sciopero generale della Cgil, l'Italia rischia la paralisi
PDF Stampa
Venerdì 12 Marzo 2010

L’Italia potrebbe rimanere a piedi. Se lo sciopero nazionale indetto dalla Cgil, otterrà una grande partecipazione, il sistema dei trasporti verrà messo, temporaneamente in ginocchio. La Cgil ha organizzato lo sciopero nazionale per dire no alla riforma dell’articolo 18, alla mancata proroga della cassa integrazione, alla fiscalità iniqua e ai provvedimenti giudicati insufficienti per contrastare l’emorragia delle perdite di posti di lavoro. Si asterranno per quattro ore, dalle proprie mansioni piloti, assistenti di volo e il personale di terra di tutte le compagnie aeree e degli aeroporti. Così come i dipendenti del settore bus, metro, tram e ferrovie. Chiamati all’astensione i lavoratori di navi e traghetti che ritarderanno di 4 ore le partenze, i camion per tutto l’arco della giornata e i dipendenti dell’Anas. Incroceranno le braccia i lavoratori dell’autonoleggio, il soccorso autostradale, le autoscuole, i trasporti funebri e gli impianti a fune. Guglielmo Epifani, leader della Cgil, stigmatizza così il suo pensiero “Questo è un paese che è alle pezze. I lavoratori stanno male, la disoccupazione aumenta, soprattutto nelle aree più industrializzate. Il governo non fa nulla. Il fisco lo pagano solo i lavoratori e i pensionati”. Il numero uno di questo sindacato lancia una frecciata anche ai suoi colleghi “Una battaglia come questa dovrebbe vedere unito tutto il mondo del lavoro. Quando chiedevamo meno fisco, più cassa integrazione, in altre occasioni eravamo insieme. Ora gli altri sindacati li vedo muovere in sede locale, ma quando ci sono iniziative nazionali che tirano in ballo il governo non ci sono”.