Frode fiscale da 15 mln tramite il Titano Denunciato imprenditore marchigiano
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Martedì 24 Agosto 2010

Società italiane 'mascherate' in modo da apparire imprese di San Marino. Con lo scopo di evadere le tasse. Con questo meccanismo, attraverso tre aziende, un imprenditore marchigiano, attivo nel settore dei prodotti nutrizionali e degli integratori alimentari, aveva evaso, non dichiarandoli al fisco, redditi per 14 milioni di euro e Iva per circa 1,5 milioni, ora recuperati a tassazione. A scoprire la frode sono stati gli uomini della Guardia di Finanza di Urbino, che hanno denunciato un imprenditore della provincia di Pesaro.

Le verifiche fiscali della Fiamme Gialle hanno riguardato tre aziende: una marchigiana, specializzata nella produzione e nel commercio di prodotti nutrizionali, e due di diritto sammarinese, dedite alla commercializzazione degli stessi prodotti, tra cui anche integratori a base di microalga Klamath, dal nome del lago dell'Oregon. Anche attraverso lo scambio informativo con gli investigatori sammarinesi, è stato possibile ricostruire le connessioni esistenti tra la società italiana e le due società di diritto sammarinese. Secondo la Gdf, l'amministrazione di tutte e tre le imprese è da ricondurre all'imprenditore marchigiano e l'attività delle società è da ricollocare in ambito nazionale. Il meccanismo di frode messo in atto è quello della ''esterovestizione'', ossia la localizzazione fittizia all'estero della residenza fiscale di una società che, al contrario, ha di fatto la sua attività e persegue il suo oggetto sociale in Italia.
Lo scopo principale della localizzazione in un paese con un regime fiscale più vantaggioso di quello nazionale, è ovviamente quella di fare in modo che gli utili siano sottoposti a una minore tassazione. Oltre all'imprenditore denunciato, sono state segnalate all'autorità giudiziaria altre tre persone - due marchigiani e un napoletano - per i reati di omessa dichiarazione e di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.


Collaborazione con la Gdf, CLICCA QUI per il commento del Segretario all'Industria Marco Arzilli.