Unicredit: Alessandro Profumo presenta le dimissioni
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Martedì 21 Settembre 2010

L’ombra della Libia offusca Unicredit, ma non solo: sotto l’occhio del ciclone lo stesso operato di Profumo. Ma andiamo con ordine. Dietro alla decisione di Profumo ci sarebbe il rafforzamento dei soci libici nell'azionariato (saliti a più del 7,5%) avvenuto all'insaputa del presidente sotto la regia dello stesso Profumo. Un fatto che alla Lega non è andato giù: giusto ieri il Carroccio ha gridato "all'assalto" da parte dei libici, e per bocca del governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha parlato di "scalata bella e buona, da contingentare". Grida rispetto alle quali in molti - ad esempio la Cgil - hanno fatto notare che "la Lega sbraita contro i capitali libici ma in verità sembra alla ricerca di più posti di potere nella banca". Comunque il centro dello scontro con i principali azionisti - che posseggono attorno al 20% delle azioni - è su come considerare le quote del gruppo a questo punto in mano ai libici. I soci storici Cariverona, Caritorino, Carimonte, Allianz, Maramotti, Pesenti ritengono - contrariamente al parere di Tripoli - che la Banca centrale libica (che dal 2008 ha il 4,58% del gruppo) e il fondo sovrano Libyan Investment Authority (neo socio che da domani salirà al 2,59%) siano di fatto un investitore unico. E che pertanto debba essere soggetto alla limitazione al 5% nel diritto di voto. Ma non è questo l'orientamento di Profumo, cosa che ha aperto lo scontro finale con il presidente Rampl che sostiene la tesi dei vecchi azionisti di Piazza Cordusio. Il cda di Unicredit si riunirà alle 18, anche se la pagina “fine del capitolo Profumo” sembra già scritta.


INTANTO IL TITOLO CROLLA IN BORSA

Il presidente di Unicredit, Dieter Rampl, preferisce non commentare le ipotesi - quasi scontate a questo punto - di un addio alla banca dell'amministratore delegato, Alessandro Profumo. "Non dico nulla", ha risposto alle domande dei cronisti al suo ingresso, pochi minuti fa, nella sede milanese della banca. I rapporti con il top management, come confermato questa mattina da un portavoce di Unicredit, sono all'ordine del giorno del Consiglio di amministrazione straordinario convocato per le 18 di questa sera quando crescono le possibilità che l'amministratore delegato Alessandro Profumo lasci il suo posto. Al centro della bufera che ha investito l'Istituto l'innalzamento della quota libica che ha raggiunto il 7,5% del pacchetto azionario.
Unicredit ha aperto questa mattina in Borsa con un calo del 3,2%. I titoli hanno registrato un primo prezzo di 1,878 euro. Oggi è in programma un cda straordinario che potrebbe portare all'uscita dell'a.d. Alessandro Profumo.