Tumore allo stomaco: San Marino ha tassi d'incidenza pari a quelli del Giappone
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Lunedì 08 Novembre 2010

Sono 12.500 gli italiani che ogni anno vengono colpiti dal tumore allo stomaco e 7.500 quelli che ne muoiono. Una neoplasia poco conosciuta, "nonostante sia il quarto big killer tra le malattie tumorali". E' l'allarme lanciato dall'Aiom (Associazione italiana oncologia medica): una patologia diffusa a macchia di leopardo sul territorio nazionale e fortemente influenzata dall'alimentazione, soprattutto dal consumo di carni rosse e insaccati. Il primato di incidenza ogni 100mila abitanti spetta all'Umbria con 28 casi negli uomini e 13 nelle donne; seguita da Marche, Lombardia ed Emilia Romagna. Un'incidenza molto ridotta si registra invece nelle isole e nelle regioni dove è più diffusa la dieta mediterranea: in Sardegna, ad esempio, si registrano 11 casi tra gli uomini e 5 tra le donne. "Si parla di un vero e proprio 'triangolo maledetto', che ha i suoi vertici a Perugia, Pesaro e bassa Romagna - ha spiegato Marco Venturini, presidente eletto dell'Aiom - in particolare si studia fin dagli anni '80 il caso di San Marino, che presenta tassi di incidenza pari al Giappone, Stato con la più alta diffusione di questa malattia al mondo. Fra le ipotesi vi è anche una componente ambientale, con un'alta concentrazione di nitriti nelle acque. In queste zone si registra anche una più alta mortalità attribuibile a diversi fattori: mancata prevenzione, diagnosi spesso tardiva e limitata efficacia delle terapie ad oggi disponibili". Sul tumore allo stomaco la sopravvivenza dopo 5 anni è solo del 30% perché la neoplasia viene scoperta in genere in stadi molto avanzati. Si stanno però registrando importanti progressi nei trattamenti in particolare grazie a un farmaco mirato su bersagli cellulari che ha dimostrato, in combinazione con la chemioterapia tradizionale, di allungare la sopravvivenza nei pazienti con tumori metastatici HER2 positivi, che rappresentano circa il 16% del totale dei casi affetti da questa neoplasia". Tra le azioni di prevenzione fondamentali, ricordano i medici dell'Aiom, c'è la corretta alimentazione. Sotto accusa ci sono dunque il consumo di alcol, insaccati e carni rosse . Va invece incrementato il consumo di frutta e verdura, ma anche di legumi e di fibre. I cereali vanno scelti integrali e bisogna stare attenti anche alle tecniche di cottura: bisogna usare con estrema moderazione la griglia, la frittura ma anche la pentola a pressione: l'alta temperatura cui l'alimento è sottoposto distrugge infatti elementi nutritivi importanti come la vitamina C.