Bloccare l'uso di internet in ufficio? A volte un po' di svago è produttivo
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Lunedì 08 Novembre 2010

Navigando come al solito in internet e non su una nave crociera come molti penserebbero, il che è molto meno costoso e da molti preferito soprattutto nella grande crisi che contraddistingue questi nostri giorni, è capitato sott'occhio

questo interessantissimo studio

, condotto dal prof. Brent Coker responsabile al dipartimento Management e Marketing dell’Università di Melbourne dove è messo in evidenza con numeri alla mano che l’uso di internet in ufficio da parte dei dipendenti non può che far bene migliorando la produttività quasi del 10%. Smentendo la convinzione che molte ditte hanno bloccando l’uso di internet a suon di dollari ai propri dipendenti di migliorare la produttività aziendale.

Il bisogno di svago, di cui gli impiegati necessitano sul luogo di lavoro, va soddisfatto nella convinzione che produca un miglioramento di tutto il lavoro. Notizia quasi sconvolgente per tutti i bacchettoni della religione ufficio (leggi Brunetta dipendenti) che ancora sono convinti che il lavoro vada svolto quasi camminando sui ceci e magari con il voto del silenzio. Per fortuna la cultura del lavoro ha partorito tanti studi approfonditi e convincenti dove le moderne intuizioni hanno aperto le porte ad un modo di lavorare sicuramente più umano e intelligente.

Questo rasserena tanta gente che crede possibile che questo dovere che coinvolge milioni di persone sia ancora contraddistinto da una certa piacevolezza e sia anche benefico all’individuo che lo mette in atto, al contrario di quanti, magari ancora offuscati da vecchie ideologie, ancora concepiscono questo atto fondamentale nella vita dell’uomo segnato da dolore e sangue, patimento e morte. Quindi con piacere abbiamo appreso i risultati di questo studio che porta un ulteriore contributo alla risoluzione dei problemi che il dibattito sul lavoro sta aprendo in Italia soprattutto alla luce delle ultime e tanto discusse nuove norme Brunettiane.

 

Oscar Venturini