Sarah Scazzi, omicidio per passione? Parla Ivano, conteso dalle due ragazze
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Mercoledì 10 Novembre 2010

Si aspettavano clamorose rivelazioni nelle dichiarazioni di Cosima Serrano dopo la visita al marito Michele ma le novità tanto attese non ci sono state o almeno non sono trapelate. Cosima si è sentita male nella notte ed è stata ascoltata in casa sua in via Deledda. La donna è apparsa turbata per le condizioni in cui ha trovato il marito “Gli danno troppi farmaci. Quelle medicine lo porterebbero ad accusare anche degli innocenti”. Commenti e dichiarazioni che però non avranno alcun valore processuale per via del legame di parentela con i due indagati del delitto. Il giudice Rosati ha fissato in carcere, per venerdì 19 novembre, l’incidente probatorio per esaminare le tesi ed i comportamenti di Michele Misseri. Intanto spunta la pista passionale. Ivano ha respinto Sabrina. Lo rivela un interrogatorio del 20 ottobre scorso in cui Ivano Russo, amico di Sarah Scazzi e della cugina Sabrina Misseri, ha rivelato agli inquirenti che Sabrina il 20 agosto scorso aveva tentato di allacciare con lui una relazione sentimentale. Ma Ivano l'aveva respinta. La notizia è stata data dal "Nuovo quotidiano di Puglia" sul suo sito internet. L'interrogatorio è contenuto nei verbali depositati al Tribunale del Riesame dalla procura che indaga sull'uccisione di Sarah Scazzi Intanto Cosima dice che "Mio marito Michele non è più lui". Lo ha detto la mamma di Sabrina ai carabinieri e alla polizia giudiziaria nella sua casa di Avetrana. Cosima è rimasta sconvolta dal colloquio che ha avuto in carcere col marito, poiché secondo la donna per effetto dei farmaci, Michele Misseri "non capisce nulla,si è inventato un sacco di storie poco vere". Le storie meno plausibili, secondo Sabrina, riguardano quelle in cui chiama in correità la figlia Sabrina. La settimana prossima si svolgerà un incidente probatorio per Misseri, in carcere a Taranto. Intanto l'Ordine degli avvocati di Taranto ha avviato un provvedimento disciplinare per i due legali dei Misseri, per presunta violazione deontologica per "sovraesposizione mediatica".