"Vieni via con me": boom di ascolti per il programma di Fazio-Saviano
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Martedì 16 Novembre 2010

L’ombra di Giorgio Gaber – ai tempi della bellissima “Destra-sinistra” – si è allungata sui programmi di ieri sera: Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani – ospiti della trasmissione “Vieni via con me” – hanno fatto vincere alla trasmissione condotta da Fabio Fazio e Roberto Saviano la “corona” del programma più visto del 15 novembre 2010. Straordinario risultato, storico senza precedenti per Rai 3, che è stato seguito da ben 9.032.000 telespettatori e il 30,20% di share. Un dato di ascolto eccezionale, record assoluto mai raggiunto dal terzo canale pubblico neppure in occasione di eventi sportivi. Gianfranco Fini, ospite di 'Vieni via con me' ha elencato i valori e i compiti della destra come quello di far emergere "l'Italia che ha fiducia nel futuro perché ha fiducia in se stessa, non dobbiamo costruirla dal nulla - ha detto il presidente della Camera - c'è già, bisogna solo far sentire la sua voce, la sua voce profonda, anche questo è il compito della destra. Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani, perché è un piccolo privilegio, a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia - ha proseguito Fini -. Anche per questo, anche nel 2010, essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l'Italia, avere fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente e pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi, perché per la destra sono generosi innanzi tutto nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di nostri connazionali che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli". Per il presidente della Camera la destra considera "solidali e quindi meritevoli di apprezzamento le imprese e le famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch'essi cittadini italiani perché la patria non è più solo terra dei padri. Ma oggi nel 2010, per crescere insieme unito, il nostro popolo non può confidare solo sulla sua proverbiale e generosa laboriosità, gli italiani hanno bisogno di istituzioni politiche autorevoli, rispettate, giuste. Per questo destra vuol dire senso dello Stato e dell'etica pubblica, cultura dei doveri. Per la destra lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele, per la destra solo lo stato deve garantire che legge è uguale per tutti, che deve combattere gli abusi e il malcostume, deve valorizzare l'esempio degli italiani migliori". "Per questo - dice Fini - bisognerebbe insegnare fin dalla scuola che due magistrati come Falcone e Borsellino sono davvero eroi e che sarà grazie al loro sacrificio che un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più libera, più bella, più responsabile, attenta al bene comune, più consapevole della necessità di garantire che chi sbaglia paga e chi fa il suo dovere viene premiato. La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni, senza autorità della legge, senza democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c'è libertà ma anarchia, prevalenza dell'arroganza e furbizia a discapito dell'uguaglianza dei cittadini. Per la destra l'uguaglianza tra i cittadini va garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, a uomini e donne, ai figli degli imprenditori, degli impiegati e degli operai. Da questa vera uguaglianza delle opportunità - ha concluso Fini - la destra vuol costruire una società in cui merito e capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente, la destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più, un paese in cui chi studia va avanti, in cui chi merita ottiene maggiori riconoscimenti". Per Pier Luigi Bersani "la sinistra è l’idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli, puoi fare davvero un mondo migliore per tutti". Il segretario del Pd ha letto l'elenco dei valori che caratterizzano la sinistra. "Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno. Il 25 aprile si fa festa - ha continuato Bersani -. Nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po` bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l`economia non gira perché l`ingiustizia fa male all`economia. Ci vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni e posizioni di dominio. Ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l`istruzione, la sicurezza. Il lavoro non è tutto, ma questo può dirlo solo chi il lavoro ce l`ha. Il lavoro è la dignità di una persona. Sempre. E soprattutto quando hai trent`anni e hai paura di passare la vita in panchina. Ma chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto. E allora un`ora di lavoro precario non può costare meno di un’ora di lavoro stabile". Poi è arrivato Saviano: ''La 'ndrangheta al Nord, come al Sud, cerca il potere della politica e al Nord interloquisce con la Lega. La Lega da sempre ha detto che non vuole qui le manette o la repressione ma non basta, perché sono i soldi legali che irrorano questo territorio, è lì che il fenomeno deve essere contrastato". Lo scrittore ha citato poi un brano di un'intervista a Miglio in cui l'ideologo della Lega si definiva a favore del "mantenimento anche della mafia e della 'ndrangheta'' e sottolineava che "bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate". "Insomma - ha commentato - Miglio diceva che le mafie devono essere costituzionalizzate". Contrastare le organizzazioni criminali "è fondamentale - ha aggiunto Saviano - ma ci sono leggi che possono favorirle: con lo scudo fiscale, per esempio, il rischio è che siano i loro capitali a tornare in Italia". Lo scrittore ha concluso il suo monologo con un messaggio di ottimismo e di speranza. "In realtà non è tutto scuro, il fatto che stasera ne stiamo parlando è già un miracolo. Una delle cose che le organizzazioni temono di più è l'agire da uomini, il non piegarsi. Nel momento in cui ognuno di noi non fa il male, sta facendo arretrare loro e sta forse sognando un'Italia diversa". Il diritto alla vita, ma anche quello alla morte, irrompono a “Vieni via con me”, con l'intervento di Beppino Englaro, padre di Eluana, per la quale scelse nel 2009 di interrompere le terapie, e di Mina Welby, vedova di Piergiorgio, affetto da distrofia muscolare e al centro di un caso mediatico e legale contro l'accanimento terapeutico (fu aiutato a morire nel 2006 da un medico poi prosciolto). Il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, ha stroncato la seconda puntata del programma "La trasmissione - afferma Cicchitto - è di un settarismo più unico che raro, dall'inizio alla fine. Fazio e Saviano hanno fatto dei mediocri comizi senza facoltà di contraddittorio".