San Marino: ANIS e la Finanziaria Nessun dietrofront
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Martedì 14 Dicembre 2010

In merito al dibattito sulla Finanziaria, l’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese precisa che la linea dell’Associazione è ferma sulle posizioni espresse nella Relazione del Presidente Paolo Rondelli, illustrate nell’Assemblea Generale dello scorso 1 dicembre e, nello specifico, in un documento consegnato al Governo in occasione dell’incontro della scorsa settimana.

Siamo sinceramente convinti delle nostre analisi che hanno come obiettivo non solo e semplicemente la legge finanziaria, ma bensì l’uscita da questa pesantissima crisi economica ed etica che guardano al paese in generale, alle imprese, ai lavoratori ed in particolare ai giovani.

Per questo non ha alcun senso parlare di “dietrofront”.

La posizione dell’Associazione sulla Finanziaria non è cambiata. Anis chiede al Governo, con ancor maggiore decisone e forza, di concretizzare nuovi provvedimenti nella direzione dello sviluppo.

Abbiamo giudicato l’impianto della Finanziaria troppo “leggero”. Alcune proposte vanno nella direzione giusta, ma sono nel complesso insufficienti. Il paese non può indebitarsi.
Il provvedimento, per noi, dovrebbe costituire un passo deciso per centrare quell’obiettivo che riteniamo indispensabile, ovvero il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2012.

ANIS condivide col Governo l’idea che al centro di ogni progetto di sviluppo vanno poste le imprese – offrendo loro la loro possibilità di consolidarsi e crescere - perché esse rappresentano il motore dello sviluppo del Paese e sono garanzia di occupazione.
Nel documento presentato all’esecutivo, Anis ha ribadito e specificato nel dettaglio una serie di proposte che considera prioritarie.

È indispensabile dare vita a quelle riforme richieste da anni che sono sostanziali per il Paese. È fondamentale partire dalla semplificazione delle norme e da un drastico contenimento della spesa pubblica, e la Finanziaria può rappresentare un primo passo.
Sul versante delle spese, lotta agli sprechi, blocco delle retribuzioni, imposta speciale di solidarietà e riduzione dell’occupazione pubblica ne sono la struttura portante.

Secondo Anis, non si esce da questa situazione senza riforme strutturali, senza nuovo sviluppo. Abbiamo riaffermato la necessità di un serio pacchetto competitività per le imprese esistenti e per attrarre nuovi investimenti così come è necessario investire nelle infrastrutture. Anche in questo caso diverse proposte concrete.

Serve trasparenza nell’azione; servono obiettivi chiari e dichiarati. Si possono chiedere sacrifici solo se questi rispondono a criteri di equità e servono per conquistare un futuro migliore basato sull’impegno, la professionalità e la responsabilità, per dare nuove prospettive al Paese.
Serve ancora di più unirci in una volontà comune e condivisa, perché si vince e si perde tutti insieme.

Abbiamo già perso troppo tempo, ma siamo disponibili a verificare nei fatti la volontà espressa dal Governo.

Al sindacato, che domani sarà in piazza, chiediamo di cambiare le vecchie regole, che ingessano la competitività delle imprese, unica via per salvaguardare i posti di lavoro.

Il Sindacato in questi ultimi anni e ancora oggi continua a non favorire quel cambiamento che a parole reclama. Anzi, sembra voler continuare nell’azione di conservazione di vecchi privilegi che non possiamo più permetterci.
Il mondo è cambiato. Per le imprese i mercati internazionali sono cambiati e le leggi che le governano sono cambiate.

Non saremo mai in grado di affrontare le nuove sfide con le vecchie regole del lavoro.

Cambiare è un necessità, ma anche una opportunità per conservare il lavoro e le imprese. Abbiamo il dovere di rinnovare i diritti perché senza imprese non ci saranno più diritti da difendere.
Anis è consapevole delle difficoltà che investono tutti noi, ma fare sacrifici in certi momenti è necessario.

Invitiamo tutti a non interpretare le nostre considerazioni e proposte ma a riportarle fedelmente, poiché sono scritte e pubbliche.

Proprio a testimonianza dell’attenzione eccezionale che Anis riserva all’attuale momento, domani si terrà una nuova assemblea degli associati per valutare la finanziaria e fissare l’agenda dei lavori.
c.s.