Caso Battisti: il Brasile riapre il dossier (e sbuca il nome di Carla Bruni)
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Mercoledì 05 Gennaio 2011

Cezar Peluso, presidente del Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano, ha infatti disposto la riapertura del fascicolo sull'estradizione di Cesare Battisti. Un atto procedurale dovuto, dopo il ricorso presentato dal governo italiano contro la richiesta dei legali dell'ex terrorista rosso di ottenere l'immediata scarcerazione. Di contro, la mancata estradizione decisa dell'ex presidente Lula. E intanto, per rianimare un po' il tutto, si torna a parlare pure di un possibile ruolo di Carla Bruni. Nel dettaglio, è l'associazione 'Domus civitas - vittime del terrorismo e mafia' a tirare in ballo di nuovo il ruolo ufficioso che avrebbe giocato Carlà. Una denuncia arrivata in una trasmissione di Sky Tg24 da Bruno Berardi, presidente dell'associazione e figlio del maresciallo di polizia Rosario, ucciso dalle Br nel 1978. A confessare a Berardi il suo ruolo nella vicenda, la stessa Carla Bruni durante un incontro tra i due all'Eliseo per il caso di Marina Petrella, l'ex brigatista condannata all'ergastolo in Italia e poi graziata in Francia anche grazie all'intercessione della première dame. “La Bruni mi disse di aver telefonato a Lula affinché non estradassero Battisti chiedendoglielo come favore personale e mi pregò di non dire nulla di quel colloquio tre lei, me e il segretario del presidente Sarkozy. Io non l'ho mai riferito a nessuno ma arrivati a questo punto che tutte le speranze sono perse...”. Carlà però smentisce con piena (o quasi) fiducia del ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Se Carla Bruni fosse effettivamente intervenuta presso Lula in favore di Battisti non avrei alcun riguardo a censurarla fortemente, ma finora lei ha sempre negato e io non ho motivo per pensare che abbia mentito”.