Il padre delle gemelline: le ho uccise Drammatica lettera ma si cerca ancora
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Venerdì 11 Febbraio 2011

La notizia è stata confermata: Matthias Schepp, il padre delle gemelline svizzere scomparse, prima di suicidarsi sotto un treno in provincia di Foggia ha scritto e inviato una lettera in cui ha affermato di averle uccise. Ma la speranza di trovare ancora in vita Livia e Alessia non è venuta meno, e le ricerche continuano.


L’ESISTENZA DELLA LETTERA
La polizia ha confermato oggi in una conferenza stampa che nella lettera in cui il padre delle gemelline scomparse di St-Sulpice ha scritto di averle uccise porta la data del 3 febbraio, giorno in cui si tolse la vita. Più precisamente l’uomo afferma di trovarsi a Cerignola, in provincia di Foggia, dove intende togliersi la vita. L'esistenza di questa lettera non era stata resa nota prima per rispettare l'intimità della famiglia e per motivi d'inchiesta. La decisione è stata presa in accordo con le autorità giudiziarie e di polizia francesi.
Gli inquirenti hanno saputo martedì delle otto lettere inviate dal 43enne. Le altre sette contenevano i 4.400 euro da lui prelevati a Marsiglia e in seguito inviati per posta alla moglie.


PROSEGUONO LE RICERCHE
Nonostante le notizie provenienti dalla Svizzera facciano pensare a un tragico epilogo della vicenda, continuano nell'agro di Cerignola le ricerche di Livia e Alessia. I soccorritori stanno utilizzando i cani da ricerca delle persone nella zona vicina al luogo dove il padre si è suicidato lanciandosi contro un treno sui binari nei pressi della Stazione ferroviaria. Non più impegnato il cane 'molecolare' che ha lavorato fino a ieri annusando un lenzuolino e una federa (e le relative copie campionate) che erano state mandate sigillate e prelevate con tutte le precauzioni del caso dalla Svizzera. Le indagini vengono coordinate dalla Squadra Mobile della Questura.
Il cane, specializzato nella ricerca di tracce di persone sulla base di poche molecole, verrà invece utilizzato sul traghetto che dovrebbe aver riportato il padre Matthias da Bastia, in Corsica, verso Tolone sulla costa sud della Francia. L'uomo è stato visto da solo come riferito agli inquirenti da alcuni testimoni. In ogni caso il cane cercherà sull'imbarcazione tracce della possibile presenza sia dell'uomo che delle figlie.
Intanto da stamane il cadavere di Matthias Schepp, dopo il completamento dell'esame autoptico, è a disposizione dei familiari ma finora non si ha notizia di una richiesta di consegna.
Intanto la sorella di Matthias Schepp parla del congiunto e lo descrive come "incredibilmente paterno, premuroso, gentile e dolce" ma anche, secondo uno specialista consultato dai familiari, "malato mentalmente". La famiglia si era rivolta a un professore zurighese specializzato in psichiatria e malattie neurologiche. "Egli ha determinato che l'uomo era malato, mentalmente malato", ha spiegato ieri sera la sorella del 53enne alla televisione romanda TSR. "Abbiamo la conferma che aveva uno squilibrio mentale che faceva in modo che potesse avere impulsi suicidi", ha aggiunto. Il 43enne aveva "una facciata molto neutra che ha impedito a noi familiari di poter capire che non stava bene. Leggendo le sue parole e le sue frasi il professore di Zurigo ha trovato che era un uomo che aveva già la morte dentro di lui", ha spiegato la sorella. Lo specialista parla di schizofrenia.