Giappone, la radioattività  impedisce i soccorsi a Fukushima
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Mercoledì 16 Marzo 2011

Continua l'incubo nucleare in Giappone: oggi un nuovo incendio è scoppiato nella centrale nucleare di Fukushima-1, gravemente danneggiata dal sisma di venerdì scorso. Le fiamme sono divampate nel reattore numero quattro per poi spegnersi da sole, mentre un nuovo problema è sorto anche nel reattore numero 3, dove si è innalzata una nube di fumo. Secondo fonti del governo di Tokyo, la capsula di contenimento di quest'ultimo reattore potrebbe non essere più integra. In queste condizioni, l'alta radioattività presente sulla centrale ha impedito agli elicotteri anti-incendio di avvicinarsi al reattore 4, che deve esser raffreddato per evitare il rischio di fusione. Per ora, secondo l'autorità nucleare francese Asn, la vasca che contiene il combustibile esausto del reattore numero 4 costituisce la "principale preoccupazione", dato il rischio di contaminazione radioattiva "direttamente nell'atmosfera". Per l'alto livello di radioattività, che oggi ha raggiunto un picco in prossimità della centrale, i cinquanta tecnici specializzati che da ieri eroicamente sono rimasti soli a fronteggiare la catastrofe - prima di allora erano oltre 800 - sono stati temporaneamente evacuati, ma sono poi potuti rientrare al lavoro. A cinque giorni dal devastante sisma e tsunami che hanno provocato la crisi nella centrale di Fukushima, anche l'imperatore Akihito è finalmente comparso in televisione - evento eccezionale per un sovrano nipponico - per dare il suo supporto morale alla popolazione: "Prego per la sicurezza del maggior numero di persone possibile" ha detto Akihito. Le notizie sull'effettiva gravità della crisi nucleare sono in parte contrastanti: l'ambasciata italiana a Tokyo in una comunicazione rivolta ai connazionali e pubblicata sul suo sito internet ha precisato che circa il 70% delle barre di combustibile dei reattori 1 e 2 della centrale "con progressivo aumento del rischio di emissione". Tuttavia, se la situazione intorno alla centrale è grave, la città di Tokyo "non è spettrale" e anzi "funziona". Lo ha assicurato l'ambasciatore italiano in Giappone, Vincenzo Petrone, secondo cui i negozi sono aperti, la metropolitana pure, e la gente va a lavorare". Le emissioni di vapore radioattivo "ci sono state", ha detto l'ambasciatore, "e continuano a esserci, ma la buona notizia è che a Tokyo i livelli sono caduti". Anche il portavoce del governo giapponese, Yukio Edano, ha cercato di rassicurare la popolazione e la comunità internazionale: le radiazioni presenti oltre il raggio di 20 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima "non costituiscono un pericolo immediato per la salute", ha detto. Una dichiarazione che sembra confermata anche dagli esperti stranieri: Nel frattempo, il bilancio del terremoto/tsunami che venerdì scorso ha devastato il nordest del paese s'aggrava sempre più. Secondo i dati diffusi oggi dal dipartimento di Polizia, tra morti e dispersi si è arrivati vicini a quota 12mila.