Frontalieri, da San Marino una cartolina per il Presidente Giorgio Napolitano
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Martedì 10 Maggio 2011

 

SAN MARINO - Una cartolina da spedire al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Per dire che i lavoratori sono tutti uguali, che hanno tutti gli stessi diritti e la stessa dignità. Una cartolina, anzi migliaia di cartoline, fatte stampare dallo CSIR (il Consiglio sindacale interregionale di San Marino, Emilia Romagna, Marche), la CGIL, la CISL, la UIL e, sul fronte sammarinese, la CSU, per dire no all’articolo 56 della Finanziaria sammarinese che porterà ad un maggior esborso di un minimo annuo di 600 euro per ogni lavoratore, ma anche per dire no al volo da avvoltoi attorno alla franchigia, ogni anno appesa al più classico dei fili sottili.

CSIR_7L’iniziativa di sensibilizzazione partirà da questa mattina, con il sindacato – la CSU ma anche le tre sigle italiane – a distribuire le cartoline e a raccogliere le sottoscrizioni nei pressi dei luoghi di lavoro e nelle mense sammarinesi. Obiettivo: portare a casa migliaia di firme da spedire al Presidente Giorgio Napolitano (le cartoline stampate sono complessivamente 10 mila), che si dovrà poi attivare verso il Governo italiano per sbloccare lo stallo se non nel generale relazioni tra Italia e San Marino, per lo meno nel particolare della spinosa questione dei frontalieri. Che vede sì il governo sammarinese avere delle importanti responsabilità, ma che – lo ricordiamo in ogni circostanza – vede responsabilità ancora più gravi da parte italiana, per il discorso legato alla franchigia e non solo, poiché gli accordi contro le doppie imposizioni che scioglierebbero questo nodo gordiano, pur già parafati, sono stati congelati da parte italiana.

“Questa iniziativa – spiega Luca Montanari, Presidente del CSIR ha un valore sia simbolico che politico. Invitiamo tutti i lavoratori frontalieri a sottoscriverle perché questa situazione di stallo sta paralizzando l’economia di San Marino ed ha pesanti ripercussioni anche in molti Comuni delle due Regioni confinanti”.

Gli fa eco Claudio Pozzetti, responsabile nazionale CGIL per i frontalieri, a San Marino per il lancio dell’iniziativa, in rappresentanza delle tre sigle all’interno dello CSIR. “È forte la preoccupazione di CGIL, CISL e UIL in questo momento per tutti i lavoratori e le lavoratrici italiani frontalieri, non solo quelli che lavorano a San Marino, più di 70 mila persone che hanno diritto a veder rispettata la propria dignità e che devono essere trattati con equità”.

Il 21 maggio a Ventimiglia, assieme a San Marino l’altro fronte caldo della protesta, con altri 6 mila frontalieri impiegati nel Principato di Monaco e impegnati nella medesima battaglia di quelli che lavorano a San Marino, è in programma una nuova assemblea pubblica, per fare il punto della situazione. Nella stessa data, fanno sapere dal coordinamento dei frontalieri di Rimini, è in programma un’analoga manifestazione in riva all’Adriatico, con un collegamento telefonico con i colleghi frontalieri di Ventimiglia. All’appuntamento sono stati invitati anche i politici del circondario.

 

 

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FRONTALIERI: IL TESTO DELLA CARTOLINA DA INVIARE AL PRESIDENTE NAPOLITANO

Caro Presidente, ci rivolgiamo a Lei per segnalare il nostro stato di disagio e di precarietà per l’incerto trattamento fiscale dovuto alla doppia imposizione.

Questa situazione è oggi aggravata dalla decisione del Governo Sammarinese di introdurre un nuovo prelievo fiscale nelle buste paga dei lavoratori sulla base della loro provenienza anagrafica.

Chiediamo il Suo intervento per segnalare al Parlamento la necessità e l’urgenza di regolare attraverso una legge ordinaria o una convenzione tra i due Stati anche la materia fiscale, come avviene per altri Paesi interessati al fenomeno del precariato.

Riteniamo infine urgente la ripresa del dialogo tra i due Stati affinché l’attuale stallo diplomatico non abbia ricadute sui lavoratori, le imprese, l’occupazione e l’economia nelle Regioni limitrofe.

Con profonda stima