Flavio Pelliccioni: nessun lavoro per la camorra, "solo" una truffa da 1 milione ai casalesi
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Lunedì 12 Dicembre 2011

SAN MARINO - Avrebbe ammesso la truffa, una falsa fidejussione da un milione di euro, ma negato con forza l’intenzione di fare affari con la camorra. Del resto dopo quel “bidone” tirato ai Casalesi Flavio Pelliccioni, attualmente rinchiuso nel carcere di Avellino, aveva ricevuto minacce decisamente poco velate.

Il 54enne sammarinese è stato ascoltato in carcere dai magistrati sabato scorso ed in questa occasione ha giustificato la propria posizione e dato una spiegazione anche alle intercettazioni telefoniche che lo hanno visto protagonista. Pelliccioni era stato arrestato martedì scorso nell’ambito dell’operazione “Il principe e la ballerina” che ha visto scattare le manette per 54 persone.

 

EMERGONO I PRIMI DETTAGLI

Stando a quanto avrebbe spiegato Flavio Pelliccioni ai magistrati, sarebbe stato contattato da un suo conoscente per entrare in un importante affare, un progetto edilizio. Il suo compito era quello di preparare una fidejussione bancaria da un milione di euro, che il faccendiere sabato ha confermato essere stato solo carta straccia, per arrivare ad un finanziamento da 5,5 milioni di euro da parte di una filiale romana di Unicredit. Finanziamento che poi, a sorpresa, malgrado tutto, è stato assegnato; gli inquirenti sostengono che questo sia stato favorito dall’interessamento dell’onorevole Nicola Cosentino, sul quale pende una richiesta di arresto (la seconda) sulla quale il Parlamento è chiamato a pronunciarsi.

 

PELLICCIONI SARA’ PRESTO SCARCERATO?

Flavio Pelliccioni è difeso dall’avvocato Alessandro Petrillo, che ha assistito il sammarinese durante l’interrogatorio di sabato scorso. Anche in virtù della sua collaborazione Pelliccioni ha potuto abbandonare la cella d’isolamento: l’avvocato confida nella possibilità di una scarcerazione già nei prossimi giorni.