San Marino, riforma culturale del lavoro: nuove norme per una mentalità diversa
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Lunedì 30 Aprile 2012

 

Mai come in questo periodo la ricorrenza del 1° maggio assume un significato tanto pregnante per i lavoratori, per le imprese, per l’economia per il nostro Paese.

Il momento delicato che il Paese sta vivendo richiede oggi una riforma culturale del lavoro, nuove norme, una mentalità diversa; se le regole nuove saranno create insieme, allora si potrà migliorare.

La priorità è creare nuovo lavoro e dare corpo ad un modello economico ancorato al territorio, effettivo e sostenibile, in un’ottica di rapporti internazionali virtuosi. Per far ciò occorre però un nuovo patto sociale fra economia e lavoro coinvolgendo tutti i settori dell’economia reale che, seppur oggi in difficoltà, costituiscono la spina dorsale del Paese.

I settori dell’industria, del commercio, del comparto turistico-alberghiero, artigianale, il settore bancario e finanziario e quello dei servizi assicurativi - cui va riconosciuto il ruolo di settori fondanti e trainanti l’economia - vanno difesi, sostenuti e indirizzati, non più singolarmente considerati, bensì come facenti parte di un unico sistema.

La situazione attuale è difficile, ma la base economica del Paese è solida e sana e su questa va costruito il nuovo modello economico: un modello che esca dai ristretti confini del nostro territorio per aprirsi al mercato europeo e mondiale sulla base di regole chiare, condivise e virtuose. Per realizzare questo grande cambio di passo è necessario il contributo di tutti i lavoratori e di tutte le forze sociali.

Il lavoro deve tornare a essere un valore che unisce i lavoratori, e non che li divide; solo attraverso la coesione sociale si potrà affrontare il futuro.

Non è l’assistenzialismo che crea la  ricchezza di un Paese e un’economia solida e duratura; sono invece i valori condivisi dell’impegno e del sacrificio di ogni singolo lavoratore consapevole di operare per un obiettivo collettivo che è il bene comune: lavorare anche per dare a tutti un’opportunità di lavoro creando così lavoro.

Il compito di questa Segreteria di Stato al Lavoro sarà quello di rilanciare il senso di solidarietà e appartenenza allo Stato in un nuovo modello di sviluppo economico che sappia contemperare le giuste esigenze di flessibilità delle imprese con le imprescindibili garanzie di tutela del lavoro e dei lavoratori, aprendo altresì nuove prospettive per i giovani.

 

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