San Marino, l’Ordine degli Avvocati e Notai sulla riforma tributaria
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Giovedì 26 Luglio 2012

 

Sino ad oggi la tassazione per la maggioranza dei dipendenti si è attestata intorno all'1% dei redditi. Infatti i dipendenti con n.2 figli a carico che maturino una retribuzione lorda di circa 25.000,00 euro pagano oggi 250,00 euro di imposte.

La riforma tributaria consentirà a questa categoria di lavoratori dipendenti di pagare ancora meno. Come liberi professionisti abbiamo tale consapevolezza e ci rallegriamo con quella categoria di persone così fortunate.

Non è quindi possibile accettare che i liberi professionisti siano ancora più discriminati e tacciati di evasione.

E' indiscutibile che dovere primario di ciascuno cittadino sia quello di contribuire ai costi dello Stato così come prevede l'art. 13 della carta dei diritti, e tale dovere è esteso a tutti, anche ai dipendenti.

Inaccettabile è dunque che i Sindacati prelevino dalle retribuzioni di tutti i dipendenti, dal primo all'ultimo, lo 0,40 giungendo così al paradosso che la stragrande maggioranza dei dipendenti verserà più ai Sindacati che allo Stato.

Se è vero come è vero che l'art. 13 della carta dei diritti vale per tutti i cittadini e se è vero come è vero che i dipendenti possono versare lo 0,40 al Sindacato, non si comprende perché non debbano versare altrettanto nelle casse dello Stato.

Con la riforma si introduce la minimum tax per i lavoratori autonomi, chiesta e voluta dai Sindacati (sic!!).

Bene i liberi professionisti potranno accettare la minimum tax quando la stessa tassa verrà estesa, in applicazione ai principi costituzionali che tutti i cittadini sono uguali e debbono contribuire al sostentamento dello Stato, a tutti i dipendenti che hanno un reddito da 0 a 23/25.000 euro, sul quale non pagano un euro allo Stato ma versano lo 0,40 al Sindacato.

Dal Sindacato sarebbe lecito ed onorevole aspettarsi che rinunciasse allo 0,40 dei dipendenti fino a 25.000 euro di reddito che trattiene sulle buste paghe affinché venga versato allo Stato.