Cyberbullismo, Italia: è arrivato il sì definitivo alla nuova legge
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Mercoledì 17 Maggio 2017

Con 432 voti a favore e nessun contrario, la Camera ha approvato oggi la legge per la tutela dei minori e la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo. Formazione e conoscenza sono i due pilastri del provvedimento, spiega il deputato Pd romagnolo Tiziano Arlotti. "Composto da sette articoli, pone al centro la tutela dei minori (sia autori, sia vittime di illeciti), privilegiando azioni di carattere formativo-educativo rispetto ad un'impostazione repressiva e sanzionatoria. Viene riconosciuto il ruolo fondamentale della Polizia postale per combattere il fenomeno, con l'ulteriore stanziamento di 203 mila euro per gli anni 2017, 2018 e 2019 per lo svolgimento di attività di formazione in ambito scolastico e territoriale, finalizzate alla sicurezza dell'utilizzo di internet, alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo".

Il cyberbullismo viene inteso come "qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on-line il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo".

"Viene mutuata dalla disciplina dello stalking la procedura dell'ammonimento – evidenzia Arlotti -, prevedendo che fino a quando non sia stata proposta querela o denuncia per i reati di diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati commessi mediante internet da minorenni tra i 14 e i 18 anni in danno di altri minorenni, il questore convochi il minore e un genitore o ad altro soggetto esercente la potestà genitoriale, ammonendolo".

Ogni minore sopra i 14 anni, così come il genitore o soggetto esercente la responsabilità genitoriale, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato del minore vittima di cyberbullismo. "Se entro le ventiquattro ore successive l'istanza non vi sia stata alcuna comunicazione da parte del responsabile ed entro le quarantotto ore non abbia provveduto o non sia possibile individuare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media, l'interessato può fare istanza al Garante per la protezione dei dati personali".

In ogni istituto scolastico verrà individuato fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto, mentre presso la Presidenza del Consiglio dei ministri sarà istituito un tavolo tecnico di lavoro per redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, nonché realizzare un sistema di raccolta dei dati per monitorare l'evoluzione dei fenomeni.

Secondo i dati più recenti, il cyberbullismo interessa il 7-8% della popolazione scolastica e, nonostante il bullismo incida per il 15%, colpisce più a fondo perché presenta un rischio più elevato di suicidi: il 50% di chi ammette di averlo subito dice di averci pensato, l'11% di averlo tentato, il 70% di aver fatto autolesionismo e una percentuale analoga di essere entrata in depressione.

Nel 2016 la Polizia postale dell'Emilia-Romagna ha ricevuto 19 denunce di minorenni vittime di adescamento online. Nelle scuole, la Postale ha realizzato durante l'anno 110 incontri sulla sicurezza online, parlando con oltre 12.000 studenti. Soprattutto a causa dei social network, poi, alla Postale sono arrivati 157 casi di diffamazione online, che hanno portato a denunciare 147 persone. Inoltre, sono stati controllati 168 siti, 21 dei quali avevano contenuti illeciti e di conseguenza sono stati oscurati. E ancora, 146 i casi di "sex-extortion", 173 furti di identità e 80 casi di molestie o persecuzioni online.

 

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