Per la Bce continua a salire la disoccupazione in Europa
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Giovedì 21 Gennaio 2010

La crisi economica non è tutt’altro che passata. Nel suo bollettino mensile la Bce ha reso noto che la ripresa avverrà con un “ritmo moderato e il processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo”. Quello che più preoccupa l’opinione pubblica europea sono le previsioni sul mercato del lavoro. La Banca Centrale Europea ipotizza un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione, con conseguenti riflessi depressivi sulla spesa per i consumi e che probabilmente frenerà la crescita economica. Uno dei fattori che potrebbe aiutare l’Europa a uscire dalla crisi economica è proprio la ripresa dei consumi interni. Ma se sempre più persone perdono lavoro e reddito risulta tutto più difficile. Secondo l’Eurostat a novembre 2009 nell’Ue a 27 il tasso di persone senza lavoro era del 9,5%, pari a 22.899 milioni di disoccupati, mentre l’anno prima si attestava al 7,5%. Era dal gennaio 2000 che non si riscontravano dati così negativi.
Per la Banca Centrale Europea “è probabile che la ripresa sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area euro”. Gli ultimi dati confermano che “l’attività economica nell'area dell’euro ha continuato ad espandersi sul fine del 2009, dopo l’incremento sul periodo precedente dello 0,4% del Pil in termini reali nel terzo trimestre dello scorso anno, la zona euro ha beneficiato dell'inversione del ciclo delle scorte e della ripresa delle esportazioni, nonchè dei significativi interventi di stimolo macroeconomico in atto e delle misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario”.
Per quanto riguarda l’inflazione secondo la Bce “dovrebbe attestarsi intorno all'1% nel breve periodo. Successivamente ci si attende che resti moderata nell’orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria, a fronte di dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell'area dell'euro e fuori dai suoi confini”.
Nessuna buona notizia anche per il tema della tassazione del Vecchio Continente “data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni l’incremento dell'imposizione indiretta e dei prezzi amministrati potrebbe essere superiore alle aspettative correnti. Gli sgravi fiscali andrebbero considerati soltanto nel medio periodo, una volta che i paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci, visto che molti paesi dell’area euro devono far fronte a squilibri di bilancio notevoli e in netto incremento”.