Occupazione in calo: persi altri 400 mila posti di lavoro
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Mercoledì 24 Marzo 2010

Occupazione ancora in calo in Italia. Nel quarto trimestre del 2009 l'economia italiana ha perso 428 mila posti di lavoro rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente secondo i dati diffusi dall'Istat con un tasso di disoccupazione che sale all'8,6% rispetto al 7,1% dell'analogo periodo del 2008.
La perdita dell'occupazione è la sintesi di una riduzione molto accentuata della componente italiana (-530.000 unità), a fronte di una crescita, con ritmi inferiori al passato, di quella straniera. Al protrarsi del calo dell'occupazione autonoma, dei dipendenti a termine, dei collaboratori si associa l'amplificarsi della riduzione dei dipendenti a tempo indeterminato, in particolare nelle piccole imprese. In termini destagionalizzati l'occupazione totale registra una flessione pari allo 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente. Il tasso di occupazione è pari al 57,1 per cento, con una diminuzione di 1,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2008 (58,5 per cento), mentre il numero delle persone in cerca di occupazione ha raggiunto il valore di 2.145.000 unità (+369.000 unità), con un aumento del 20,8 per cento rispetto al quarto trimestre 2008. L'incremento della disoccupazione continua a concentrarsi nel Centro-nord e tra gli individui che hanno perso la precedente occupazione. Alla crescita della disoccupazione si accompagna un incremento degli inattivi pari all'1,7 per cento (+253.000 mila unità), in particolare di quelli che non cercano attivamente un lavoro perché pensano di non trovarlo e di coloro che rimangono in attesa dei risultati di passate azioni di ricerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione è pari, nella media del quarto trimestre, all'8,6 per cento (7,1 per cento nel quarto trimestre 2008). Il tasso di disoccupazione destagionalizzato aumenta di tre decimi di punto rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre 2009 la riduzione su base annua dell'offerta di lavoro sintetizza un leggero aumento della componente femminile (+0,1 per cento, pari a 11.000 unità) e una flessione di quella maschile (-0,5 per cento, pari a -70.000 unità). Alla stabilità registrata nelle regioni settentrionali (+0,1 per cento, pari a 12.000 unità) e alla crescita in quelle centrali (+1,4 per cento, pari a 72.000 unità) si contrappone la sensibile riduzione del Mezzogiorno. In tale area la diminuzione dell'offerta interessa sia le donne (-1,3 per cento, pari a -35.000 unità) sia soprattutto gli uomini (-2,3 per cento, pari a -107.000 unità). Nel quarto trimestre del 2009 la riduzione tendenziale dell'occupazione femminile si mantiene all'1,7 per cento (-155.000 unità), mentre quello dell'occupazione maschile si riduce, passando dal 2,5 per cento del terzo trimestre all'1,9 per cento (-273.000 unità). Prosegue per entrambe le componenti di genere la forte riduzione degli occupati italiani (-308.000 uomini, pari al -2,4 per cento; -222.000 donne, pari al -2,6 per cento) a fronte di un incremento, meno sostenuto rispetto al passato, degli stranieri (+35.000 uomini e +67.000 donne). A livello territoriale, alla significativa riduzione del Nord e del Mezzogiorno (-1,7 e -3,0 per cento, pari nell'ordine a -207.000 e -193.000 unità) si accompagna la più modesta flessione del Centro (-0,6 per cento, pari a -27.000 unità), dove maggiore è la componente occupazionale straniera.