Crisi Grecia, la svolta arriverà  nel week end?
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Venerdì 30 Aprile 2010

"Sono fiducioso che i negoziati saranno conclusi presto, cioè nei prossimi giorni". Lo ha detto il presidente della commissione Ue, Jose Manuel Barroso, in trasferta in Cina, riferendosi alla trattativa per sbloccare gli aiuti ad Atene. "Le autorità greche - aggiunge - hanno detto chiaramente che prenderanno tutte le misure necessarie per correggere gli squilibri di bilancio". Le soluzioni che verranno adottate, dice ancora Barroso, "eviteranno ulteriori possibili effetti di contagio". "Non ho dubbi - conclude - che supereremo le attuali difficoltà che stiamo sperimentando in Grecia, dovute anche alla situazione di bilancio di alcuni paesi membri".
Intanto il premier greco, George Papandreou fa sapere che la "linea rossa" che sta di fronte alla Grecia nella trattativa con Ue e Fmi per tagliare il debito è quella della sopravvivenza del suo paese. "Oggi - dice il premier in Parlamento - la cosa più importante è la sopravvivenza della nazione, questa è la nostra linea rossa". Papandreou spiega ai parlamentari che il negoziato per ridurre il deficit è alla stretta finale. "Le misure che dobbiamo prendere - dice - le misure economiche, sono necessarie per la protezione del paese, per la nostra futura sopravvivenza, per tornare a tenerci dritti sulle nostre gambe". "E' una responsabilità patriottica che dobbiamo intraprendere, senza pensare ai costi politici".

 

TREMONTI: ITALIA PRONTA A PRESENTARE DECRETO PER AIUTI AD ATENE
“Siamo pronti a presentare il decreto'' per gli aiuti alla Grecia. Lo ha detto, nel corso della conferenza stampa a Berlino, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in occasione del meeting con il collega tedesco, Wolfgang Schaeuble. L'impegno dell'Italia, nell'ambito del pool di prestiti bilaterali alla Grecia da parte dei paesi dell'Eurozona (30 miliardi), è intorno ai 5,5 miliardi di euro. Quello della Germania intorno a 8,4 miliardi. ''Se durante il weekend si chiudono le trattative sulle misure di austerità” chieste da Fmi e Ue alla Grecia, “il parlamento tedesco approverà gli aiuti entro la prossima settimana'', ha detto dal canto suo Schaeuble.


CRISI GRECA IN GERMANIA LA MERKEL RISCHIA LA "CAPORETTO" IN ELEZIONI NORDRENO
Le elezioni del 9 maggio nel Nordreno-Westfalia (Nrw) rischiano di trasformarsi in una Caporetto per il partito di Angela Merkel, a cui l'elettorato cristiano-democratico potrebbe far pagare molto cara l'invisa concessione del prestito di 8,4 miliardi di euro alla Grecia, soprattutto dopo il nein durato tutta la campagna elettorale. Il sondaggio "Politbarometer" della seconda rete televisiva pubblica Zdf rivela che il partito cristiano-democratico del governatore uscente Juergen Ruettgers potrebbe subire un clamoroso tracollo di 10 punti, passando dal 44,8% del 2005 all'attuale 35%, mentre anche il partito socialdemocratico accuserebbe un forte arretramento, scendendo dal precedente 37,1% al 33,5%. Ad approfittare del calo dei due maggiori partiti sono le altre tre formazioni più piccole, a cominciare dai Verdi, che potrebbero raddoppiare i loro voti, passando dal 6,2 all'11%, con un consistente aumento dei liberali dal 6,2 all'8,5%, mentre la Linke di Oskar Lafontaine realizzerebbe un nuovo clamoroso exploit, entrando per la prima volta con il 6% anche nel Parlamento del più industrializzato e popoloso land tedesco con oltre 18 milioni di abitanti. Se il partito di Oskar il Rosso riuscirà a sfondare la soglia di sbarramento del 5% a Duesseldorf, risulterà rappresentato in 13 dei 16 lander tedeschi, con le eccezioni di Baviera, Baden-Wuerttemberg e Renania-Palatinato.
Sul fatto che la debacle annunciata della Cdu nel Nrw sia strettamente legata agli aiuti finanziari concessi dalla Merkel alla Grecia c'è sulla stampa tedesca unanimità di giudizi. La Frankfurter Allgemeine Zeitung scrive che "sarebbe fastidioso per la Cdu se la coalizione nero-gialla venisse bocciata a Duesseldorf, ma la situazione diventerebbe critica se si arrivasse ad un governo rosso-verde". "A Berlino hanno riflettuto sulle conseguenze della scommessa greca?", conclude con feroce sarcasmo il quotidiano di Francoforte.
SONDAGGIO: PER 3 TEDESCHI SU 4 ATENE NON PAGHERA' MAI I DEBITI
I tedeschi bocciano già Angela Merkel sul prestito alla Grecia, anche perché in larghissima parte convinti che Atene non restituirà mai il debito. Da un sondaggio dell'Istituto Emnid per la televisione all news "N24" emerge che 3 tedeschi su 4 (76%) sono certi che la Grecia non restituirà mai i prestiti che si appresta a ricevere dalla Germania e dagli altri Paesi dell'Ue. Solo un tedesco su cinque (19%) è infatti convinto che la Grecia onorerà i suoi impegni. Drastico è anche il giudizio sulle responsabilità dell'attuale crisi, poiché il 59% dei tedeschi ne attribuisce la causa agli stessi greci, il 13% ritiene che ad essere colpevoli siano le banche e l'11% getta la croce addosso ai politici europei. Meno di un tedesco su dieci (9%) ritiene invece che la causa del disastro economico greco vada attribuita agli speculatori.


MOODY'S TAGLIA RATING NOVE BANCHE GRECHE
Moody's ha declassato il rating di nove banche della Grecia. Lo comunica l'agenzia di rating. A finire nel mirino di Moody's sono National Bank of Greece, Eurobank Ergasias, Alpha Bank, Piraeus Bank, Emporiki Bank of Greece, Agricultural Bank of Greece, General Bank of Greece, Marfin Egnatia Bank e Attica Bank. Il downgrade - si legge nella nota – è stato deciso a causa della più debole posizione finanziaria degli istituti e dall'incalzante pressione sul Paese, causata dalla crisi del debito.


IL WASHINGTON POST: SALVATAGGIO GRECIA UNA MINACCIA PER L’EURO
Il salvataggio della Grecia è un errore che non farà altro che portare a problemi per maggiori per l'euro in futuro. Il giudizio del 'Washington Post', in un articolo intitolato 'Lasciarsi l'euro alle spalle?', firmato dall'editorialista Sebastian Mallaby, è piuttosto severo. "La questione - scrive – è quanti altri paesi potrebbero seguire la Grecia, e che cosa questo significa per la valuta comune europea". In effetti, avverte, "inizi della stessa spirale letale minacciano anche Portogallo e Spagna; e anche Italia e Irlanda appaiono vulnerabili". I leader europei, prosegue, "hanno tentennato in modo disastroso sulla questione se concedere o meno alla Grecia un salvataggio. Anche se alla fine, in ritardo, tireranno fuori un ampio salvataggio, la crisi ha esposto difetti allarmanti nel quadro della valuta europea". Secondo l'editorialista, la costruzione dell'euro è minacciata da due "tentazioni", quella di "indebitarsi troppo", e quella di "concedere salari troppo alti". Costi salariali troppo alti, e' la tesi del 'Washington Post', possono rivelarsi una trappola perché nell'eurozona non possono essere più compensati con una svalutazione della valuta nazionale, che non c'è più. E se si abbassano gli stipendi, scatta la deflazione. A questo punto, scrive il giornale della capitale Usa, "i paesi indebitati devono scegliere tra la bancarotta e l'uscita dall'euro".