Maxi scudo salva-Euro da 750 mld Drammatica notte a Bruxelles
PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Maggio 2010

Un maxi-piano fino a 750 miliardi, con la partecipazione dell'Fmi, per blindare la zona euro dagli attacchi della speculazione ed evitare il rischio defualt di altri Paesi dopo quello corso con la Grecia. A vararlo, dopo dieci ore di negoziati febbrili nella notte, sono stati i ministri finanziari della Ue riuniti a Bruxelles.
Chiesti anche nuovi sacrifici a Spagna e Portogallo, i due Paesi considerati maggiormente a rischio in questa fase. E annunciate “misure significative” da parte della Bce. Si tratta di un piano di salvataggio senza precedenti, a cui si è arrivati dopo una giornata in cui si sono susseguiti i contatti tra le varie capitali europee, con decine di bilaterali e due conference call a livello dei Paesi del G7. Anche il presidente Usa, Barack Obama, ha telefonato sia al presidente francese, Nicolas Sarkozy, sia alla cancelliera tedesca, Angela Merkel, sottolineando la necessità di una «risposta forte» da parte dell'Europa per ridare fiducia ai mercati. Lo scudo 'anti-speculazione’ deciso dall'Ecofin mette in campo prestiti per 60 miliardi di euro da parte della Commissione Ue, che potrà raccogliere sul mercato prestiti, offrendo come garanzia fondi del bilancio comunitario a favore dei Paesi che fossero sotto attacco speculativo ed avessero difficoltà a reperire capitali sui mercati. Nel pacchetto ci sono poi 440 miliardi che dovrebbero prendere la forma di prestiti bilaterali da parte degli Stati membri della zona dell'euro, sul modello del piano salva-Grecia.
Nel dettaglio, si prevede che la quota dell'Fmi rappresenti la metà di quella messa in campo dagli Stati membri, cioè fino a 250 miliardi. Per questo l'ammontare complessivo del fondo potrebbe arrivare fino a 750 miliardi. Resta poi in pista la possibilità che anche la Bce scenda in campo, decidendo di prestare soldi ai Paesi a rischio acquistando i loro titoli pubblici. Una decisione che spetta alla stessa Bce, i cui vertici sono rimasti riuniti a Basilea con i governatori centrali della Ue in attesa di notizie da Bruxelles.
Due momenti di forte tensione hanno caratterizzato l'inizio della giornata: il malore del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble (ricoverato in ospedale) e il no di Londra al piano. Il cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling è stato infatti molto chiaro nel dire che il Regno Unito non sarebbe venuto in soccorso di Paesi dell'euro in difficoltà, respingendo la proposta messa sul tavolo dalla Commissione Ue. A sbloccare la situazione è stata poi la Germania, proponendo interventi per 500 miliardi di euro di cui 440 a carico solo degli Stati membri della zona euro. E con la partecipazione del Fondo monetario internazionale. I ministri delle finanze hanno anche accolto l'appello alla disciplina di bilancio e di rigore monetario lanciato venerdì notte dai leader dell'Eurozona. La Germania in particolare ha chiesto che venissero dettagliate le condizioni alle quali devono sottostare i Paesi maggiormente a rischio, quelli che per primi potrebbero dover ricorrere al fondo. Di qui l'invito alla Spagna e al Portogallo ad adottare nuove misure per la correzione del deficit. In particolare, a Madrid e Lisbona è stata chiesta una manovra aggiuntiva pari all'1,5% del Pil quest'anno, e una pari al 2% del Pil l'anno prossimo. L'importo definitivo sarà deciso nei prossimi giorni.
Ora la parola passa alle Borse, che hanno subito risposto positivamente, a partire dalla prima (in ordine di fuso orario), Tokyo.
I ministri finanziari dei 27 si ritroveranno a Bruxelles mercoledì, insieme ai vertici della Bce e della Commissione Ue, per dare vita alla prima riunione della task force Ue che dovrà riformare il Patto di stabilità e di crescita, guidata dal presidente Ue Herman Van Rompuy. Nel testo dell'accordo, infine, l'Ecofin si impegna ad approfondire l'ipotesi di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie e ad accelerare la revisione delle norme e della vigilanza sul mercato dei derivati e il ruolo delle agenzie di rating.


L’EUROSCUDO DA 750 MILIARDI FA DECOLLARE LE BORSE
Sono positivi i primi segnali dei mercati dopo il maxi piano da 750 miliardi varato dall'Ecofin per soccorrere gli Stati incapaci di finanziare il proprio debito. La moneta unica ha ripreso fiato e in Giappone è stata scambiata a 1,2925 dollari contro i 1,2750 di venerdì a New York e le borse europee hanno aperto col botto: +6,7 per cento a Milano, +5,6 a Parigi, +3,3 a Francoforte, +3,07 a Londra; addirittura +7,1 a Lisbona. I ministri dell'Economia del G7, in una nota congiunta, hanno espresso apprezzamento per le misure intraprese dall'Europa per scongiurare ogni ipotesi di contagio dei problemi della Grecia e indirizzare "le finanze pubbliche su un sentiero sostenibile".

 


CLICCA QUI PER LEGGERE I COMMENTI DELLA STAMPA INTERNAZIONALE