Italia fuori dalla recessione (Op)pressione fiscale al 51,4%
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Giovedì 24 Giugno 2010

L'economia italiana è ufficialmente fuori dalla recessione. E la ripresa mondiale, germogliata un anno fa, ha acquistato impeto. E' il Centro studi di Confindustria a certificare così, nel suo tradizionale rapporto, l'uscita dal tunnel per il Paese. La previsione di crescita del Pil nel 2010, infatti, si attesta all'1,2% leggermente sotto a quanto previsto dal governo che stima l'aumento per l'anno in corso dell'1,3%. Pil in crescita anche nel 2011 per l'1,6%. Una previsione però che non dimentica la profonda riduzione dei livelli produttivi avuta con la recessione e che ha portato ad un calo del Pil del 6,8% tra il primo trimestre 2008 ed il secondo 2009.
Nel IV trimestre 2011, infatti, spiegano ancora gli economisti, la "distanza dal picco precedente sarà ancora del 3,3%". E' per questo che Confindustria stima che occorrerà attendere il 2013 per rivedere i valori di crescita del 2007.

 

(OP)PRESSIONE FISCALE ED EVASIONE DA RECORD
Un capitolo molto delicato riguarda inoltre la pressione fiscale e la (conseguente?) evasione. Secondo il centro studi di Confindustria l'evasione fiscale in Italia è di 124,5 miliardi di euro nel 2009, pari all'8,2% del Pil. Il solo gettito Iva evaso conta per 35,5 miliardi mentre quello Irpef per 31,5 mld. "Un fenomeno di tali dimensioni nell'eurozona - sottolinea il Csc - ha eguali solo in Grecia e pesa come un macigno sulla crescita perché, a parità di obiettivi di incasso, determina aliquote molto più alte". La pressione fiscale effettiva che grava sui contribuenti che pagano integralmente imposte e contributi è al 51,4% del reddito nel 2009 contro il 43,2% ufficiale, dato calcolato statisticamente dividendo le entrate tributarie e contributive con il Pil. Quest'ultimo incorpora anche il sommerso e, quindi, l'incidenza fiscale così ottenuta, spiega il Csc, è solo apparente.

 

DISOCCUPAZIONE ANCORA IN AUMENTO
E poi c’è la nota dolente della disoccupazione: tra quest'anno ed il prossimo l'onda lunga della crisi economica potrebbe portare ad un’ulteriore riduzione di 246mila posti di lavoro. Lo stimano gli economisti di Confindustria ipotizzando la domanda di lavoro attesa ed il possibile processo di riassorbimento dalla cassa integrazione (solo al 50% per la cig straordinaria, quasi completo per l'ordinaria). Così ''il numero di persone occupate calerà di 144mila unità dal quarto trimestre 2009 al quarto del 2010, e di altre 102mila nel corso del 2011''. Nonostante una forza lavoro prevista in crescita nel 2011 (+0,2%), il tasso di disoccupazione è atteso in aumento all'8,7% a fine 2010 ed al 9,4% a fine 2011.