Ipotesi acquisizione BAC: polemica tra Ecf e Fondazione Carisp
PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Agosto 2010

L’intervento integrale del presidente dell’Ente Cassa di Faetano Fabio Gasperoni sul numero di agosto del periodico dell’Ente, “ECF Notizie”.

Cari Soci, in questo numero anziché commentare l’attività dell’Ente vorrei parlarvi del nostro istituto di credito, Banca di San Marino. L’economia del paese sta vivendo un momento difficile, lo sappiamo; il sistema bancario è stato messo a dura prova da tutte le note vicende, non ultima lo “scudo fiscale italiano” che ha drenato verso l'esterno alcuni miliardi di euro. In questa situazione di emergenza BSM, come ormai tutti sanno, è stato l'unico Istituto bancario che ha sostenuto economicamente il sistema ed in particolare alcune banche che si trovavano in difficoltà, un merito questo riconosciutoci sia dal Governo sia dagli stessi vertici di Banca Centrale. Il fatto nuovo è costituito dalla proposta, giunta alla Banca di San Marino, di acquisire il pacchetto di maggioranza della Banca Agricola (una delle banche storiche di San Marino, nata nel 1920 come la nostra Cassa Rurale) in quanto Unicredit, attuale proprietario, intende cederlo. Credo siamo tutti d’accordo nel dire che - nella particolare situazione in cui si trova il nostro paese - sarebbe meglio per il sistema che Unicredit (uno dei più grandi gruppi bancari Europei) rimanesse a San Marino. Il nostro gruppo bancario infatti non ha mire espansionistiche ne è interessato ad acquisire posizioni di leadership, tuttavia si è detto disponibile a considerare la cosa purché l’operazione possa essere utile e proficua sia per la BSM sia per la BAC e per l’intero sistema bancario sammarinese.
I vertici della BSM pertanto, a seguito di tale richiesta, hanno attivato i loro esperti e dai risultati dell’analisi effettuata sono giunti alla conclusione che - a determinate condizioni economiche - l’operazione possa essere effettuata con vantaggi reciproci. Ora pare che anche la prima banca della Repubblica intenda fare nei prossimi giorni un'offerta a Unicredit per l'acquisto delle azioni di maggioranza della BAC. Riteniamo che un’eventuale acquisizione da parte della Cassa di Risparmio possa avvenire solo dopo che questa abbia provveduto alla restituzione delle somme prestatele da Banca di San Marino. Crediamo inoltre che l’ipotesi ventilata da alcuni di una acquisizione congiunta del pacchetto BAC sia irrealizzabile come pure, a maggior ragione, l’ ipotesi, caldeggiata dal presidente della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio, di una fusione tra Carisp e Banca di San Marino: siamo due istituzioni molto diverse con radici e storie peculiari che non possono e non debbono convergere. Scusate se mi sono preso un po’ più spazio del solito ma mi sembrava importante aggiornarvi su questi temi in quello spirito di franchezza, correttezza e coerenza che il nostro Ente si sforza sempre di perseguire.
Fabio Gasperoni

 


E questa la nota ufficiale di risposta della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio SUMS firmata dal Presidente Tito Masi.

A proposito di Banca Agricola Commerciale, rispondendo ieri alle domande di un giornalista di San Marino RTV, ho espresso tre concetti: che la scelta di Unicredit di cedere la propria partecipazione rappresenta una perdita per il sistema bancario e l’intero Paese; che, nell’interesse primario del Paese, sarebbe auspicabile che tale partecipazione venisse rilevata da una primaria banca internazionale; che, dovendo prendere atto che ciò non sembra possibile, è opportuno che le principali banche sammarinesi, e cioè Cassa di Risparmio e Banca di San Marino, compiano un’operazione di sistema, evitando di farsi concorrenza ed avanzando un’offerta congiunta.
Anche se rimango convinto delle opinioni espresse, nutro il dovuto rispetto per le decisioni di Banca di San Marino di non prenderle nemmeno in considerazione ma trovo decisamente inusuale e forse anche poco corretto che una banca chieda ad un’altra la definizione di un rapporto attraverso la televisione e la stampa, soprattutto quando oltre a prestare le dovute garanzie sono stati firmati accordi che prevedono tempi e modi per l’estinzione de finanziamento concesso. Comunque ne prendo atto ed evito commenti polemici.
E’ altresì singolare che un’impresa non possa, secondo alcuni, effettuare acquisizioni ed investimenti se ha finanziamenti in corso. Se così fosse dovrebbe cessare la propria attività la maggior parte non solo delle imprese sammarinesi ma anche di quelle che operano nel mondo intero.
Mi dispiace per i toni usati dall’Ente Cassa Faetano, che sinceramente non comprendo, anche perché avendo Cassa di Risparmio iniziato le trattative con Unicredit molto prima che Banca di San Marino manifestasse il proprio interesse, non ha certamente fatto uno sgarbo ad alcuno.
Anche se l’Ente Cassa Faetano ha respinto l’ipotesi, da me formulata per stimolare il confronto e l’approfondimento, di un’eventuale fusione fra le due banche controllate dalle Fondazioni, in sintonia con i processi di concentrazione in atto in tutto il mondo, mi auguro che possa proficuamente continuare la collaborazione da tempo in essere fra le due Banche e le due Fondazioni esclusivamente sammarinesi e più radicate sul territorio.
Tito Masi