Industria Italia: prezzi produzione in rialzo del 3,9% a luglio su anno
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Giovedì 02 Settembre 2010

''L'indice relativo ai prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno ha registrato una diminuzione congiunturale dello 0,1 per cento e un aumento tendenziale del 4,1 per cento. Nella media degli ultimi tre mesi l'indice è cresciuto dell'1,6 per cento rispetto alla media dei tre mesi precedenti'', rileva l'Istat. ''Per i beni venduti sul mercato estero l'indice ha segnato una diminuzione dello 0,1 per cento in termini congiunturali ed un aumento del 3,4 per cento in termini tendenziali. Nella media degli ultimi tre mesi l'indice è cresciuto dell'1,7 per cento rispetto ai tre mesi precedenti'', continua la nota. ''Nel mese di luglio, l'indice dei prezzi dell'insieme dei prodotti industriali (venduti sui mercati interno ed estero) ha registrato, rispetto ad giugno, una variazione negativa per l'energia (meno 0,5 per cento) e variazioni nulle per i beni di consumo, per i beni strumentali e per i beni intermedi'', continua l'Istat.

''Nel mese di luglio 2010, sulla base degli elementi finora disponibili, l'indice totale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali è diminuito dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente ed è aumentato del 3,9 per cento rispetto a luglio 2009. Nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi (periodo maggio-luglio) e quella dei tre mesi precedenti l'indice è aumentato dell'1,7 per cento''. I dati sono stati diffusi stamane dall'Istat.

''Nel confronto tra luglio 2010 e lo stesso mese dell'anno precedente, l'indice è aumentato dello 0,7 per cento per i beni di consumo, dello 0,2 per cento per i beni strumentali, del 4,8 per cento per i beni intermedi e del 13,0 per cento per l'energia - prosegue la nota Istat - Nel confronto tendenziale relativo alla media gennaio-luglio, si registra una variazione negativa per i beni di strumentali (meno 0,4 per cento) e variazioni positive per i beni consumo (più 0,2 per cento), i beni intermedi (più 2,1 per cento) e l'energia (più 10,3 per cento). ''Nel mese di luglio, l'indice dei prezzi dei prodotti industriali venduti sul mercato interno (tabella 2) ha registrato, in termini congiunturali, una variazione positiva per i beni strumentali (più 0,1 per cento) e variazioni negative per i beni intermedi (meno 0,1 per cento) e per l'energia (meno 0,3 per cento); per i beni di consumo la variazione risulta nulla. Nel confronto tra luglio 2010 e lo stesso mese dell'anno precedente, l'indice è aumentato dello 0,6 per cento per i beni di consumo e per i beni strumentali, del 4,8 per cento per i beni intermedi e dell'11,0 per cento per l'energia'', continua l'Istat. ''Nel confronto relativo al periodo gennaio-luglio, la variazione tendenziale e' risultata positiva per i beni intermedi (più 2,5 per cento) e per l'energia (più 7,8 per cento), negativa per i beni strumentali (meno 0,4 per cento) e nulla per i beni di consumo'', prosegue la nota.

''Nel mese di luglio, la diminuzione congiunturale dell'indice dei prezzi dei prodotti industriali venduti sul mercato estero (meno 0,1 per cento) è derivato da una variazione nulla per la zona euro e una variazione negativa (meno 0,3 per cento) per la zona non euro. L'incremento tendenziale del 3,4 per cento è la sintesi di un aumento del 4,2 per cento per la zona euro e del 2,8 per cento per la zona non euro'', prosegue l'Istat. ''Gli indici dei raggruppamenti principali di industrie hanno registrato, in termini congiunturali, un aumento per i beni intermedi (più 0,2 per cento) e diminuzioni per l'energia (meno 1,7 per cento), i beni di consumo e i beni strumentali (entrambi meno 0,1 per cento). Nel confronto tra luglio 2010 e lo stesso mese dell'anno precedente gli indici sono aumentati dello 0,8 per cento per i beni di consumo, del 4,8 per cento per i beni intermedi e del 33,6 per cento per l'energia, mentre è diminuito dello 0,3 per cento quello relativo ai beni strumentali'', continua la nota. ''Nel confronto relativo al periodo gennaio-luglio, la variazione tendenziale dei prezzi praticati sul mercato estero è risultata negativa per i beni strumentali (meno 0,6 per cento) e positiva per i beni di consumo (più 0,4 per cento), per i beni intermedi (più 0,9 per cento) e per l'energia (più 39,0 per cento)'', conclude l'Istat.