Masi: solidarietà  alla Fondazione Carim
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Giovedì 07 Ottobre 2010

 

 

La vicenda del commissariamento della Cassa di Risparmio di Rimini si lega a filo doppio con la turbolenza affrontata dal sistema bancario e finanziario sammarinese. Sull’argomento interviene il Presidente della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio – S.U.M.S., Tito Masi.
“Insieme all’intero Consiglio di Amministrazione della Fondazione San Marino, riunitosi nella giornata di ieri – afferma in una nota il Presidente Masi - mi sento vicino in questo difficile momento alla Cassa di Risparmio di Rimini ed in particolare alla sua Fondazione, con la quale da tempo collaboriamo proficuamente”.
Masi si dice sorpreso, come tutti del resto, dei provvedimenti adottati da Banca d’Italia. “Sono dispiaciuto e stupito per l’esplicito riferimento, fra le motivazioni dell’intervento, ai rapporti di Banca Carim con il Credito Industriale Sammarinese, una banca di diritto sammarinese, operante a San Marino e soggetta alla normativa sammarinese anche se controllata dalla stessa Carim”.
Tito Masi aggiunge che “sarebbe particolarmente grave - e motivo di ulteriori preoccupazioni per il nostro Paese - se la crisi dei rapporti nel settore economico-finanziario fra Italia e San Marino fosse alla base delle decisioni assunte nei confronti della Cassa di Risparmio di Rimini. Mi auguro che così non sia e che nelle prossime settimane si possa fare piena luce su questo aspetto”.
E poi c’è l’argomento di primaria importanza degli accordi non firmati tra i due Stati e tra Bankitalia e Banca Centrale, già pronti ma in stand-by per volontà tutta italiana. “E’ stata manifestata la più ampia disponibilità da parte di San Marino a sottoscrivere tali accordi e molti passi in avanti su questa strada sono stati compiuti autonomamente. A questo punto, come hanno opportunamente sottolineato, oggi e nei giorni scorsi, anche il Presidente della Provincia, il Sindaco ed il Presidente della Camera di Commercio di Rimini ed altri autorevoli esponenti politici, che hanno espresso sentimenti di comprensione e di apprezzabile vicinanza al nostro Paese, diventa ancora più urgente che il contenzioso aperto fra i due Paesi trovi una rapida e definitiva soluzione. Non solo il nostro Paese ma anche i territori contigui, che formano un'unica ed interdipendente realtà economica, non possono più sopportare le pesanti conseguenze di questa realtà”.