Calano i prezzi delle case Nel semestre -7,9 per cento
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Giovedì 17 Settembre 2009

I prezzi delle case? Calano vertiginosamente. Lo sostiene il Centro Studi Tecnocasa, ripreso oggi dal Sole-24 Ore. La media dei ribassi registrata in un’ottantina di capoluoghi di provincia dalla rete di franchising immobiliare la media è infatti del 7,9% nel primo semestre dell’anno. Le compravendite sono in sensibile diminuzione, il calo dei prezzi è registrato sia nelle grandi città sia nei loro hinterland, in compenso nel secondo semestre dell’anno si registrano i primi segnali di ripresa della fiducia.
La diminuzione più sensibile dei prezzi rilevata da Tecnocasa si registra a Trapani (-11,7%), seguita da Varese (-10,7%) e Avellino (-9,5%). La capitale si attesta sul -2,8% e Milano a -1,7 per cento.
Determinate si è rivelato il rapporto qualità-prezzo dell’immobile, sempre apprezzate le soluzioni ai piani alti, con spazi esterni, in condomini non fatiscenti, in posizioni poco trafficate e possibilmente con uno spazio per l’automobile.
Il ribasso dei mutui si è fatto sentire, in positivo, per quello che riguarda le prime case (77,9%), ma il mattone come investimento è sempre un punto di riferimento, a fronte anche dell’incertezza dei mercati finanziari (22,1% ad uso investimento/seconda casa).
Per quanto riguarda l'analisi della disponibilità di spesa, prendendo in considerazione le compravendite realizzate dalle agenzie del gruppo Tecnocasa, la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra i 170 e i 249mila euro (24,6%), e a seguire fino a 349mila euro (21,6%).
Le previsioni di Tecnocasa sul mercato immobiliare sono comunque legate all’eventuale ripresa dalla crisi imperante. Anche in previsione di un miglioramento della situazione ci sarà probabilmente ancora una lieve flessione dei prezzi nel 2010, per poi assistere ad una stabilizzazione nel 2011.
Analoghi segnali sono stati evidenziati ieri dalle 800 agenzie della rete Gabetti, che hanno sottolineato inoltre che, per chiudere le trattative, i proprietari devono comunque concedere in media sconti dell'ordine del 15 per cento.