Al G20 di Pittsburgh una riforma epocale?
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Lunedì 21 Settembre 2009

Una scelta coraggiosa per cambiare gli scenari dell’economia mondiale, per raddrizzare gli equilibri ed eliminare, quanto più possibile, gli elementi di debolezza del sistema. La proposta viene dal Governo degli Stati Uniti ed è una vera e propria riforma economica, di portata mondiale. Si chiama Framework for Sustainable Economic Growth, (Quadro per una Crescita Economica Sostenibile) ed è un documento che sarà presumibilmente lanciato in occasione del prossimo G20 di Pittsburgh (al via giovedì). Secondo indiscrezioni della stampa Usa, il documento è sia di natura tecnica, sia politica. Le linee guida sono chiare, meno chiaro è come metterle in pratica. Si chiederà agli Stati Uniti un impegno maggiore nel ridurre il proprio disavanzo pubblico e il debito. Si chiederà alla Cina di ridurre le proprie esportazioni; si chiederà all’Europa di superare i propri limiti legati alle rigidità strutturali. Secondo il Wall Street Journal, sul piano tecnico, vi sarebbero anche le ipotesi di armonizzare le regole di controllo sul piano internazionale, aumentare i livelli minimi nei rapporti capitale attivo di bilancio per le banche e le grandi istituzioni finanziarie, controllare gli stipendi e, soprattutto, i bonus de banchieri con l'obiettivo di limitare incentivi che premiano il rischio a scapito della severità dei controlli.
Ma già le proposte dell’amministrazione Obama devono subire pesanti critiche da parte del Congresso. A Washington il senatore Christopher Dodd, capo della commissione bancaria al Senato, ha già annunciato di aver messo a punto un progetto di riforma indipendente, ed ha chiesto inoltre che sia varata una nuova superagenzia per il controllo del settore bancario e finanziario americano. La nuova agenzia assorbirà le quattro grandi agenzie di controllo attuali, la Federal Deposit Insurance Corporaiton (FDIC, che assicura i depositi), l'Office of Thrift Supervision, il Comptroller of the Currency e appunto la Fed, sotto l'ombrello di un'unica superagenzia di controllo. Un approccio agli antipodi rispetto a quello dello staff del Presidente, che vorrebbe mettere la Federal Reserve al centro dei controlli per rischi sistemici nella finanza e nell'economia. L’impressione è che stia per cominciare una guerra di nervi tra le lobby più potenti degli Stati Uniti. E che per Barack Obama si sia aperta un’altra settimana cruciale.