San Marino, Camera di Commercio: suggerimenti al Governo per affrontare e superare la crisi
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Giovedì 07 Aprile 2011

CCIAA_Massimo Ghiotti_Simona MichelottiSAN MARINO - Anche la Camera di Commercio ha incontrato ieri il Segretario al Lavoro Francesco Mussoni. Al centro delle riflessioni la crisi occupazionale, le possibili soluzioni e le misure per prevenirla.

Camera di Commercio era rappresentata dal Presidente e dal Direttore, Simona Michelotti e Massimo Ghiotti. Si è trattato di un confronto prettamente tecnico, che – secondo la nota di CCIAA - ha permesso di esaminare la questione partendo da una solida visione d’insieme, considerati i dati e le informazioni in possesso della Segreteria di Stato e il contatto quotidiano dell’ente camerale con le imprese del territorio.

Nel corso del colloquio, la Camera di Commercio ha portato all’attenzione di Segretario alcuni modelli di buone pratiche e di policy adottate da altri Stati per affrontare la crisi economica e del mercato del lavoro, cercando così di trarre spunti interessanti dalle esperienze internazionali per, eventualmente, adattarle alle necessità della nostra Repubblica.

 

I SUGGERIMENTI DELLA CAMERA DI COMMERCIO

“La maggior parte dei Paesi ad esempio ha introdotto una maggiore flessibilità nei criteri di accesso ai benefici per i disoccupati e potenziato servizi di intermediazione e programmi per il mercato del lavoro. Stati Uniti, Canada, Cile hanno deciso di avvalersi dell’esperienza delle precedenti crisi economiche per riattivare e riprogettare incentivi e programmi di sostegno. Altre misure efficaci attivate in Giappone, Giordania e Montenegro hanno invece riguardato la creazione di servizi ad hoc per sostenere gruppi di lavoratori fortemente colpiti dalla crisi, in particolare i giovani in cerca di occupazione, i lavoratori in esubero e gli over 45; in realtà come l’Ungheria, la Turchia e il Messico si è optato per una riorganizzazione del sistema di lavoro e una riduzione degli orari, per prevenire il licenziamento dei lavoratori e consentire alle imprese di conservare la manodopera qualificata”.

E ancora: “Alcune idee a sostegno della popolazione si sono dimostrate particolarmente efficaci. Come quella del Canada che ha utilizzato i fondi del Programma per l’Occupazione Giovanile per di finanziamenti mirati al settore no-profit per trasformare il tirocinio estivo degli studenti in una vera e propria assunzione; un’altra piccola ma significativa iniziativa è stata quella di prolungare gli orari di reperibilità dei call center dell’Employment Insurance (servizio governativo che fornisce assistenza finanziaria temporanea ai canadesi disoccupati) e di aprirli anche il sabato”.

“La Germania e l’Ungheria invece hanno stabilito anche delle misure specifiche per la conservazione del posto di lavoro. Nel primo caso infatti sono stati aumentati gli indennizzi a favore dei dipendenti con orario di lavoro ridotto e, inoltre, il Servizio Federale per il lavoro copre il 50% o addirittura il 100% dei contributi sociali al datore di lavoro che permette ai dipendenti di partecipare a corsi di formazione o programmi specifici per il settore di appartenenza. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Ungheria, che con lo Start Programme propone lo sgravio dei contributi per due anni a chi impiega giovani alla prima occupazione, neo mamme e disoccupati ultra 50enni”.

 

IN CONCLUSIONE

La Camera di Commercio infine si è detta soddisfatta nel constatare che alcune pratiche, come all’assistenza formativa e finanziaria alle nuove imprese portata avanti nel Regno Unito, siano già da tempo oggetto di interesse per la nostra Repubblica che, attraverso la Commissione Imprenditoria Giovanile e il sostegno a Nuove Idee Nuove Imprese, ha capito l’importanza degli incentivi alla formazione e all’innovazione.