DL mercato del lavoro, Mussoni: Sono in trincea, dovevo forzare i tempi
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Venerdì 05 Agosto 2011

mussoni_francescoSAN MARINO - Sa di aver forzato i tempi e se ne assume la responsabilità. Non si preoccupa della querelle politica con alcuni alleati di governo (sponda AP) e non entra neppure nel merito degli arrovellamenti politici, o della bagarre sollevata da una parte del sindacato. Insomma, il Segretario al Lavoro Francesco Mussoni tira dritto sul Decreto Legge in attesa solo della firma della Reggenza per entrare in vigore (“questione di tempi tecnici”, ha assicurato ieri in conferenza stampa).

“Io ho un dovere – afferma il Segretario alla stampa - Qui sono in trincea, alla Segreteria al Lavoro ogni giorno affronto casi di persone che hanno gravi problemi occupazionali, aziende che riducono il personale, non sanno come fare per competere o chiudono i battenti. Con questa consapevolezza non ho intenzione di perdere tempo con polemiche inutili ma devo continuare a lavorare per dare risposte”.

E ancora, in risposta (indiretta) alla Csdl: “Io sono un fermo sostenitore del dialogo e della concertazione, altrimenti non avrei dato vita al Tavolo permanente sul frontalierato, che oggi è riconosciuto anche da Roma, e al Tavolo per lo sviluppo. Ma c’è il tempo per il dialogo e il tempo in cui è necessario dare risposte. Non c’è chiusura da parte mia al confronto, solo l’urgenza per un provvedimento che in questa fase non lasciava il tempo sufficiente per un dibattito”.

Dibattito che – aggiungiamo noi – è stato volutamente e colpevolmente lasciato in un angolo negli ultimi due anni, con le imprese che chiedevano con urgenza interventi per poter affrontare la crisi e la concorrenza almeno ad armi pari. Ma questo, ha ragione il Segretario Mussoni, non è neanche il momento delle polemiche. Non c’è tempo, bisogna lavorare per tirare fuori la parte produttiva dell’economia da queste secche.

Peraltro davanti a chi leva gli scudi contro la mancata concertazione (apertamente è solo la Csdl, appunto, e poi c’è AP ma questa è una questione politica) forse è opportuno ricordare che il decreto avrà una validità di appena 90 giorni, il tempo di garantire quel pizzico di flessibilità e sburocratizzazione utile per imprese e lavoratori per affrontare la ripresa dopo la pausa estiva in attesa della riforma del mercato del lavoro. Su cui, ha assicurato Mussoni, il confronto non mancherà.

“Non ho la pretesa – ha aggiunto il Segretario al Lavoro – che questo Decreto Legge sia la risposta perfetta, ma è una risposta. Ed è un provvedimento responsabile. E soprattutto non è la riforma del mercato del lavoro: per quella offro la mia disponibilità politica, morale ed umana a mettere tutto in discussione e sono eventualmente pronto ad ammettere che qualche cosa sia una sciocchezza o da cambiare, ma pretendo rispetto del mio lavoro”.

Sulle polemiche e sulle illazioni sul provvedimento Mussoni taglia corto: “La maggioranza l’ha approvato, tutte le categorie economiche l’hanno capito, due confederazioni sindacali su tre hanno speso parole d’elogio per i contenuti del provvedimento, dunque sono più che tranquillo. Il problema del metodo? Sono consapevole di forzare i tempi, ma credo che non sia un difetto in questa situazione”.

Una stoccata, infine, agli amici di Alleanza Popolare: “Ho depositato il testo in Congresso di Stato l’11 luglio scorso, da allora le variazioni sono minime. Il Segretario al Lavoro non può fare il coordinamento politico negli altri partiti di maggioranza”. E nel suo, partito, Segretario? “Il segretario politico del mio partito (il PDCS, ndr) ha avuto in visione il testo anche lui l’11 luglio. Mi ha confortato e mi ha detto di andare avanti”.

Per chiudere una informazione tecnica: il decreto entra in vigore al momento della firma dei Capitani Reggenti, ed è imminente e anche praticamente scontata, perché la verifica sul testo non è nella sostanza. Dopo di che durante l’estate verranno approntate circolari applicative che permetteranno, già a inizio settembre, di avere lo strumento operativo per tornare a competere.