San Marino, venerdì 13 giugno 2014, discorso di Giorgio Napolitano ai Capitani Reggenti
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Venerdì 13 Giugno 2014

 

Intervento del Presidente della Repubblica Italiana

Giorgio Napolitano

in occasione della visita di Stato nella

Repubblica di San Marino

San Marino, 13 giugno 2014

 

Eccellentissimi Capitani Reggenti,

Signori Segretari di Stato,

Signore e Signori,

accolgo con animo grato le calorose espressioni di benvenuto ed i voti augurali che avete voluto rivolgermi, ed esprimo la mia più viva soddisfazione nel compiere questa visita di Stato a 24 anni da quella del mio predecessore Francesco Cossiga ; una visita che intende riaffermare, in un clima di rinnovata e reciproca fiducia, i sentimenti di antica e sincera amicizia, e di profondo rispetto, che animano i rapporti tra i nostri popoli e i nostri Paesi.

Sono particolarmente onorato per l'alto riconoscimento oggi tributato all'Italia, attraverso il conferimento alla mia persona del Gran Collare dell’Ordine Equestre di San Marino, significativa testimonianza della condivisione di ideali su cui poggiano le nostre relazioni. L’Italia nutre per l’esemplare, nobile storia della Repubblica più antica del mondo, per il suo attaccamento a valori di democrazia e libertà, un’ammirazione sincera.

La stessa ammirazione che, due secoli or sono, aveva indotto Napoleone e poi le stesse potenze restauratrici a non ledere la secolare tradizione di libertà ed indipendenza custodita dai cittadini del Titano. Una tradizione che avrebbe indotto il Presidente Lincoln a ricordare come San Marino, “uno dei più onorati Stati del Mondo”, avesse “dimostrato che un Governo fondato sui principi repubblicani può venire amministrato in modo da essere sicuro e durevole”.

In momenti cruciali della nostra storia comune, San Marino e i suoi cittadini – affrontando i gravissimi rischi derivanti dal pericolo dell’invasione straniera – offrirono prezioso rifugio a Giuseppe Garibaldi, Francesco Nullo, Ugo Bassi e alle provate truppe garibaldine, contribuendo così alla causa del nostro Risorgimento. Garibaldi avrebbe qualche anno più tardi ricordato con commozione “l'ospitalità generosa di San Marino in un'ora di suprema sciagura per me e per l'Italia”. Quasi cento anni più tardi, le porte del Titano e le case dei cittadini sammarinesi sarebbero state nuovamente e generosamente dischiuse ai cittadini italiani che qui giunsero, in fuga dagli orrori e dalla barbarie del secondo conflitto mondiale e della persecuzione razziale e trovarono, numerosissimi, in questa terra, rifugio, sicurezza e fraterna solidarietà.

Queste radici, profonde e vitali, continuano oggi ad alimentare le relazioni tra Italia e San Marino.

A settantacinque anni dalla firma della Convenzione bilaterale di Amicizia e Buon Vicinato, che costituisce il fondamento istituzionale dei nostri rapporti, le relazioni italo-sammarinesi sono avviate ad assumere un’intensità e uno spessore senza precedenti, anche grazie alle recenti scelte, non sempre agevoli, ma certamente lungimiranti e coraggiose, compiute dal Vostro Paese in ambito economico-finanziario, sia sul versante bilaterale che europeo.

L’entrata in vigore della Convenzione per evitare le doppie imposizioni, e la rimozione di San Marino dall’elenco dei Paesi a fiscalità privilegiata sono solo le più vicine e concrete manifestazioni della validità e vitalità del percorso intrapreso dalla Serenissima Repubblica per dissipare ogni dubbio sulla determinazione con la quale qui ci si adopera per la completa eliminazione di fenomeni distorsivi e di ostacoli a uno sviluppo economico virtuoso.

A queste scelte si è efficacemente accompagnata la ripresa, da parte italiana, dell’iter di ratifica degli Accordi bilaterali di collaborazione finanziaria, economica e per la prevenzione e repressione della criminalità. Una volta in vigore, tali strumenti contribuiranno al più ampio dispiegarsi di nuove opportunità di crescita, basate su valori pienamente coincidenti.

E’ mio vivo auspicio che San Marino e Roma proseguano con rinnovato slancio e vigore questo percorso condiviso e limpido, in ossequio alle giuste aspirazioni dei cittadini, e tra loro soprattutto dei giovani, dei nostri Paesi.

Numerosi e qualificanti sono gli ulteriori ambiti e i progetti concreti nei quali vi sono oggi i più ampi spazi di collaborazione : dalla realizzazione del Parco Scientifico e Tecnologico all’ulteriore valorizzazione dell’Aero-porto “Federico Fellini” di Rimini, dalle sinergie nel settore turistico, commerciale e radiotelevisivo alla cura dei rispettivi patrimoni culturali. Si tratta di autentici asset strategici nel panorama di un’economia mondiale sempre più competitiva.

Ed è proprio in questo contesto che desidero qui evocare l’importanza del comune capitale umano costituito dal lavoro italiano nella Repubblica di San Marino. I nostri lavoratori frontalieri costituiscono infatti una risorsa preziosa, che contribuisce a rendere ancor più dinamico, sinergico e prospero il rapporto tra i nostri Paesi.

Sono convinto che proprio questo legame, fondato sulla collaborazione e sul comune impegno in tutti gli ambiti delle relazioni bilaterali, troverà un’ulteriore occasione di rafforzamento nell’Esposizione Universale di Milano. A quest’ultima la Repubblica di San Marino potrà dare un contributo, in virtù della sua costante attenzione nei confronti della conservazione dell’ambiente e dell’individuazione di modelli di crescita economica e sociale conformi ai bisogni della popolazione del pianeta.

Eccellentissimi Capitani Reggenti,

la vitalità dei nostri rapporti bilaterali è oggi alimentata da una piena consonanza di vedute, saldamente ancorata nei valori di libertà, democrazia e tutela della dignità umana, come dimostra l’azione comune svolta nei fora internazionali di cui siamo parte. Il sostegno manifestato da parte sammarinese alla candidatura dell’Italia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2017-18, per il quale vi siamo molto grati, è la conferma della comunanza di valori e della solidarietà che ci uniscono.

L’evoluzione delle nostre relazioni sarà, nel prossimo futuro, sempre più strettamente connessa all’avanza-mento del dialogo tra le vostre Istituzioni e l’Unione Europea ; un dialogo che, tenendo in debita considerazione le specificità del Titano, possa garantire mutui benefici in termini di prospettive di crescita, di sviluppo degli investimenti, di innovazione e di occupazione.

Sono dunque lieto che la Repubblica di San Marino, già legata all’Unione Europea da un cospicuo numero di significativi accordi strategici, abbia accolto con favore le conclusioni del Consiglio Europeo di dicembre e, consapevole delle opportunità che derivano da più profondi e strutturati legami con Bruxelles, si stia predisponendo all’adozione di tutte le misure necessarie ad assicurare la convergenza della legislazione interna con l’acquis comunitario. Si tratta di un percorso non breve né esente da difficoltà, ma di certo utile e fecondo, lungo il quale la Repubblica di San Marino sa di poter contare sul pieno e attivo sostegno dell’Italia, che si appresta a esercitare la Presidenza di turno dell’Unione Europea.

Eccellentissimi Capitani Reggenti,

le nostre comunità, nel più rigoroso rispetto delle rispettive diversità, hanno condiviso aspirazioni, interessi ed ideali. Questo comune sentire può essere oggi fonte d’ispirazione e punto di forza per individuare insieme le soluzioni più adeguate per far fronte alle sfide comuni del nostro tempo.

La difficile crisi economica che stiamo attraversando ha favorito una pericolosa frammentazione degli interessi ed il rafforzamento di sentimenti contrari allo spirito dell’integrazione europea, mettendo a dura prova la capacità delle Istituzioni nazionali ed europee di alimentare fiducia nel futuro e di opporre alla logica del declino quella del coraggio e dell’iniziativa.

Ancora una volta, può essere d’ispirazione e conforto l’ancor viva memoria storica dell’emigrazione sammarinese ed italiana. A quella determinazione, a quella visione di operosa speranza nel futuro è opportuno guardare oggi con rinnovata convinzione e fiducia.

Siamo fiduciosi che i passi compiuti insieme per l’affermazione di una più chiara e articolata cooperazione tra i nostri sistemi economici e produttivi possano condurci a sinergie ancora più profonde e creative, in ogni settore. Sono un’opportunità che possiamo e dobbiamo cogliere, attingendo alla varietà e alla ricchezza delle relazioni bilaterali, anche nella già richiamata prospettiva di una rinnovata configurazione dei legami di San Marino con l’Unione Europea.

Eccellentissimi Capitani Reggenti,
Signori Segretari di Stato,
Signore e Signori,

nel chiudere questo mio intervento desidero fare riferimento a un italiano illustre cui fu riservato l’onore di prendere la parola in questo luogo carico di storia e suggestione. Nel 1948, in occasione dell’insediamento dei Capitani Reggenti, Piero Calamandrei dedicava la sua allocuzione a “San Marino, esempio Europeo”, scorgendo nelle Istituzioni del Titano e nell’esperienza della vostra Repubblica un modello di democrazia e libertà, un esempio da seguire nel faticoso percorso di ricostruzione di un continente lacerato dalla guerra. E’ mio vivo auspicio che, come allora Calamandrei intuì, così oggi San Marino possa considerare un decisiva priorità il percorso di avvicinamento alla grande famiglia europea.

E in questo cammino, San Marino sa che potrà sempre contare sull’amicizia e sulla vicinanza del popolo italiano e delle sue Istituzioni.