Visto per voi a teatro: “Euridice e la sua voce” di Maria Costantini
PDF Stampa
Lunedì 19 Ottobre 2020

locandina Maria-scaled

 

di Alessandro Carli

 

SANTARCANGELO (RN) – Una mostra di Massimo Pulini ospitata sino a novembre nelle sale di "Santabago" e una lettura scenica che Maria Costantini ha distillato dagli scritti Gesualdo Bufalino per riportare alla luce la fiaba di Orfeo ed Euridice, colpevolmente lasciata dalla critica all'oblio del tempo. È un viaggio agli inferi, nella pancia del borgo clementino, quello che viene richiesto agli spettatori, "contati" e distanziati a causa della pandemia: la "gola" che collega la luce del sole al grembo terrigno si trasforma nell'incipit del reading che Maria Costantini vive per circa 35 minuti. Un lavoro sensoriale – nell'aria l'odore dell'argilla e dell'arenaria, tra le mani la cartella stampa dello spettacolo, imbevuta dall'essenza di un olio profumato – che avviluppa i presenti e li trasporta, complici anche i suoni del mare, a riscoprire quell'amore volutamente perduto che, a suo tempo, aveva catturato anche l'attenzione del Cesare Pavese dei "Dialoghi con Leucò".

Il mito narrato da Maria Costantini è quello novecentesco. A differenza dell'interpretazione che dà Pavese – e cioè che Orfeo si gora volutamente perché non si può amare una persona morta in quanto il ricordo non permetterebbe di vivere un futuro -, Bufalino preferisce dar voce ad Euridice, una ragazza estremamente attuale che, nonostante il lessico poetico, ha la necessità di rendere pubblico il proprio dolore. Una ragazza ingannata, illusa da quello che riteneva essere il suo amore. Un cambio di paradigma quindi, che l'attrice, ferma nella sua nicchia, riesce a rende con precisione: nell'alternanza di voce, sonorità e qualche movimento misurato e mai didascalico delle mani, la storia di Euridice trova la matericità del suo corpo.

 

Fixing online

 

speciale 70 anni ANIS 1


Clicca sull'immagine per leggerlo online