Bufere a raffica su Aeradria. E il milione resta in dubbio
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Giovedì 24 Ottobre 2013

 

di Loris Pironi

 

Sarà solo un caso ma subito dopo i “rumor” sui malumori sammarinesi, lanciati da Fixing sull’edizione della scorsa settimana, per Aeradria si è aperto il vaso di pandora. Prima il parere assolutamente negativo firmato dal commissario giudiziale incaricato dal tribunale, Renato Santini, circa la proposta di concordato che rappresenta lo spartiacque assoluto per la vita o la morte della società di gestione dell’aeroporto Federico Fellini di Rimini. E già questa rappresenta una mazzata tremenda. Poi è arrivata la notizia di stampa di un’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Gemma Gualdi, che ha messo nel mirino niente meno che il Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali e il Sindaco Andrea Gnassi, nel registro degli indagati (ma entrambi negano di esserne stati informati) addirittura per falso in bilancio, ovvero per aver sottoscritto tra il 2009 e il 2013 “lettere di patronage” con cui chiedevano anticipazioni alle banche assicurando di fatto la garanzia dei rispettivi enti pubblici. Tutto da dimostrare, per carità, ma ad altre latitudini sarebbero già arrivate lettere di dimissioni.

Tornando al nostro articolo, avevamo raccolto e fatto rimbalzare il messaggio di una “fonte di primissimo livello” all’interno dell’esecutivo sammarinese che aveva messo in dubbio il milione di euro che la Repubblica di San Marino dovrebbe destinare ad Aeradria. Il succo del messaggio - perché di un messaggio inviato ai soci italiani si tratta - era che se l’aeroporto è un asse strategico per il Titano, lo stesso non si può dire per Aeradria.

Nel giro di poche ore sono poi arrivate, direttamente da Washington, le dichiarazioni distensive di rito da parte del Segretario all’Industria Marco Arzilli. “San Marino ha scelto di sostenere Aeradria, la società di gestione dell’aeroporto Rimini-San Marino, in maniera concreta perché la ritiene un elemento strategico per lo sviluppo del territorio. In primo luogo si sono impegnate le istituzioni locali, Comune e Provincia di Rimini, i creditori locali tra cui la prima banca riminese insieme anche a un istituto bancario sammarinese”. Distensive ma a dire il vero anche poco tempestive, perché qualche minuto dopo è giunta la doccia fredda, freddissima, della bocciatura del concordato da parte del commissario Santini.

Quello che sosteneva la nostra fonte - e che confermiamo - è un dato di fatto per nulla annacquato dalle successive dichiarazioni del Segretario di Stato Arzilli: a San Marino, contrariamente a quanto qualcuno, oltre confine, ancora pensa, la gente non gira con l’anello al naso. E prima di sganciare il milioncino di euro previsto si vuole vedere segnali di formidabile discontinuità con il passato, perché se come sostiene il Segretario all’Industria “La messa in sicurezza di Aeradria è sicuramente strategica per il progetto di sviluppo di San Marino”, non ci può essere messa in sicurezza se non c’è garanzia totale su un cambio di rotta a 180 gradi rispetto al passato. Anche perché la relazione del perito del tribunale fa venire i brividi e conferma anni e anni di gestione politica “spensierata” (eufemismo) di una struttura che è senza ombra di dubbio vitale per l’economia locale, ma che non può sopravvivere se non si cambia registro.

Il Commissario Santini nelle 200 pagine della relazione ha chiesto la revoca del concordato poiché ci sono vari dubbi, tutti esposti nel dettaglio, circa la reale capacità di Aeradria di risollevarsi. Una società con 50 milioni di euro di debiti che rappresentano il fallimento non solo economico ma soprattutto politico della società di gestione dell’aeroporto.

I segnali sono stati mandati, da San Marino e non solo. Vedremo tra pochi giorni, come si evolverà questa intricata vicenda.

 

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