Il futuro? Adesso deve essere meno grigio
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Venerdì 26 Giugno 2009

La visita degli esperti FMI, il pacchetto Moneyval varato dal Congresso di Stato, i lavori in corso per la firma degli accordi bilaterali contro le doppie imposizioni richiesti dall’OCSE. La strada per entrare nella grey list dei paesi virtuosi per quanto riguarda la lotta al riciclaggio è ancora lunga, ma almeno ci si sta muovendo. I giorni scorsi sono stati piuttosto intensi anche sotto il profilo politico, con il Consiglio Grande e Generale in cui è stato approvata la relazione del Segretario all’Industria Marco Arzilli contenente le strategie per il rilancio dell’economia e, naturalmente, la lunga trattativa per giungere alla firma del cosiddetto accordo tripartito, due argomenti di cui potete leggere nel servizio di apertura di questo numero di San Marino Fixing. Senza dimenticare l’evoluzione del “Caso” Delta-Sopav. Andiamo per ordine e proviamo a sviscerare tutti gli argomenti posti sul tavolo.

LA VISITA DEL FMI

La visita degli esperti del Fondo Monetario Internazionale è stata richiesta espressamente da Banca Centrale nell’ambito del FSAP, ovvero il “Financial Sector Assessment Program”, programma di valutazione promosso dallo stesso FMI e dalla Banca Mondiale per analizzare il settore finanziario dei Paesi che ne fanno richiesta. “Per San Marino – afferma il Presidente di Banca Centrale Biagio Bossone – in questa particolare fase la collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale è un elemento di garanzia e di supporto per l’intero sistema finanziario. La scelta di aderire al programma FSAP è un fattore di novità rilevante per il nostro sistema finanziario. Le importanti novità introdotte negli ultimi tempi potranno essere attentamente valutate dai tecnici del FMI”. Soddisfazione è stata espressa anche dal Segretario di Stato alle Finanze, Gabriele Gatti: “Si è trattato di un incontro straordinario, terminato positivamente con la richiesta di una collaborazione permanente”. Il Segretario alle Finanze ha anche confermato che sono previste nuove visite degli esperti FMI nei prossimi mesi e che a novembre una delegazione si fermerà per due settimane sul Titano per “testare l’economia di San Marino”.

MONEYVAL, PASSI AVANTI

L’obiettivo è uno solo: uscire dalla lista dei Paesi a procedura rafforzata già a settembre e rientrare nella White List. Come? Conducendo finalmente in porto il pacchetto di misure sull’antiriciclaggio e la lotta al terrorismo richieste dal Moneyval. La buona notizia è che la commissione consiliare permanente affari costituzionali ed istituzionali ha approvato all’unanimità il pacchetto di leggi Moneyval su rogatorie internazionali e intercettazioni, vedendo una volta tanto maggioranza e opposizione al lavoro responsabilmente gomito a gomito su un tema di vitale importanza per l’economia sammarinese. Altro capitolo riguarda gli accordi contro le doppie imposizioni richiesti dall’OCSE: per rientrare negli standard che valgono la White List ne servono almeno 12. Il Segretario alle Finanze Gabriele Gatti ha affermato che l’Italia resta il principale fronte per questo tipo di accordi internazionali, ma in ballo ce ne sono circa una trentina. “L’obiettivo è portarne a casa in tempi brevi non solo i 12 richiesti ma almeno una quindicina”. Accordi complessi da raggiungere – secondo il Segretario Gatti “che possono però creare molte opportunità di rilancio per il sistema economico sammarinese”.

IL “CASO” DELTA-SOPAV

“La Cassa di Risparmio ha dimostrato una grossa capacità di reazione”: così il Segretario alle Finanze Gabriele Gatti, che ha rimarcato anche come il sistema bancario sammarinese si sia dimostrato “molto vicino” all’istituto di credito nell’occhio del ciclone. Intanto da Il Sole-24 Ore, che ha sempre informazioni di prima mano sulla “linea di difesa” di Bankitalia nel caso Carisp-Sopav, si viene a sapere che l’istituto di via Nazionale si considera parte lesa nella vicenda, e che il gruppo bolognese e la Cassa di Risparmio di San Marino avrebbero “fornito alla Vigilanza una rappresentazione non vera dei fatti” al fine di “ostacolarne le funzioni di controllo”. Naturalmente, un’ipotesi di parte e tutta da verificare, perché sull’operato di Bankitalia in tutta la questione è stato sollevato più di un interrogativo nelle ultime settimane.

Loris Pironi