San Marino, Consiglio: su costi e compensi non c’è ancora condivisione
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Martedì 21 Marzo 2017

 

di Daniele Bartolucci

 

La riforma del Regolamento Consiliare è pronta e approda in Consiglio Grande e Generale in prima lettura.

 

TRE ANNI DI LAVORO VERAMENTE BIPARTISAN


Va detto che la "gestazione" è durata non poco, ben "tre anni di lavoro da parte di un gruppo preposto dalle varie rappresentanze consiliari", come ricordano i Consiglieri proponenti, Roberto Giorgetti (RF), Matteo Ciacci (C10) e Giuseppe Maria Morganti (SSD). "Il progetto che ci pregiamo di sottoporre all'attenzione dell'aula consiliare, dopo una serie di riflessioni antecedenti a partire dall'anno 2009, inizia a essere elaborato nel primo incontro del gruppo di lavoro politico preposto e precisamente dal giorno 23/04/2013, data che sancì l'inizio del lavoro di ricognizione dell'intero Regolamento Consiliare vigente (Riferimento alla Legge 11 marzo I 981 n.21 Riforma del Regolamento del Consiglio Grande e Generale)". Infatti, "il metodo di lavoro adottato ha impostato fin dall'inizio la riforma del regolamento consiliare come l'elaborazione di un testo unico che unifica le diverse fonti legislative, accumulate negli anni, che regolano l'attività afferenti al Consiglio Grande e Generale, alle Commissioni Consiliari Permanenti, all'Ufficio di Presidenza del Consiglio Grande e Generale, alle Commissioni d'Inchiesta Consigliari e altri aspetti correlati". Inoltre, "il lavoro di predisposizione di questo progetto di legge è frutto di un confronto leale e corretto che ha visto impegnato un gruppo di lavoro, composto dalle rappresentanze dei vari Gruppi Consiliari, per oltre 29 sedute. Si è compiuto la disamina per di tutto l'articolato, con una partecipazione attiva e propositiva".

 

OBIETTIVI: RAZIONALITÀ, VELOCITÀ E CHIAREZZA


"All'interno di questo testo sono stati portati interventi di raccordo, dì chiarimento e dì razionalizzazione rispetto ai regolamenti attuali, per esempio come la chiara definizione delle maggioranze necessarie per l'approvazione dei provvedimenti, oppure per quanto attiene alle norme di funzionamento dell'Ufficio di Presidenza e delle Commissioni d' Inchiesta Consiliari, oppure la gestione dell'ordine all'interno dell'aula, aspetti relativi alle procedure legislative, la regolamentazione delle procedure di decadimento dal ruolo di Consigliere e la sua sostituzione".

Altri interventi "sono dì carattere innovativo come per esempio la previsione del voto palese come procedura prevalente, oppure la possibilità di presentare emendamenti in sede di seconda lettura se sostenuti da una maggioranza qualificata dei due terzi, oppure ancora l'obbligo di correlare con una relazione illustrativa i decreti presentati per la ratifica". Insomma, "nell'insieme questo progetto di legge persegue l'obiettivo di rendere i lavori del Consiglio Grande e Generale, delle Commissioni Consiliari Permanenti e degli ambiti istituzionali correlati più efficienti e produttivi, valorizzando i ruoli complementari di maggioranza e opposizione elemento fondamentale del nostro sistema democratico".

 

COSTI E COMPENSI: MANCA ANCORA LA SINTESI


"Un aspetto degno di essere brevemente menzionato in questa relazione di presentazione riguarda l'accordo siglato il 23 Ottobre 2015 con protocollo d eli 'Ecc. ma Reggenza n.l 1 9934 del 26/10/2015, in cui si adottava quanto previsto dal progetto di riforma del regolamento consiliare per quanto attenente ai tempi d'intervento dei consiglieri nelle sedute del Consiglio Grande e Generale e per l'organizzazione del comma comunicazioni. Questa sperimentazione", spiegano i tre Consiglieri di maggioranza, "che ha riscosso riscontri positivi da tutti i Gruppi Consiliari, è stato poi utilizzato a lungo in attesa della riforma legislativa vera e propria". L'altro aspetto è quello economico, di risparmio. "Naturalmente non sono mancate nemmeno le valutazioni economiche, attinenti al funzionamento del Consiglio Grande e Generale e in generale all'espletamento dell'attività legislativa", confermano i Consiglieri. "In un quadro generale che vede la il ruolo del Consigliere svolto su basi non professionali e non a tempo pieno, occorre trovare i giusti equilibri per assicurare da una parte l'adeguato espletamento delle attività politiche all'interno delle istituzioni e dall'altra un opportuno contenimento dei costi generali. L'art.68 di questo stesso progetto di legge, che regolamenta la corresponsione dei compensi ai Consiglieri, dopo le tante valutazioni ed ipotesi avanzate all'interno del gruppo, non ha ancora trovato una declinazione unanimemente condivisa. Le risultanze emerse lasciano ancora diversità di vedute sulle soluzioni più idonee, fermo restando comunque l'affermazione del principio di equiparazione di trattamento a prescindere dalla condizione sociale e lavorativa del singolo Consigliere. Nel corso dell'esame del presente progetto di legge da parte dell'aula consiliare si dovranno ricercare e adottare le scelte più opportune e condivise. In conclusione siamo certi che l'impegno profuso in questo lavoro, con il contributo delle varie forze politiche, possa all'interno di quest'aula essere valutato tenendo presente le peculiarità stesse di questo progetto di legge, valorizzando il lavoro di elaborazione e affinamento che ha portato alla presentazione di questo progetto di legge a lungo atteso". Su questo aspetto i tre Consiglieri di maggioranza non si sbilanciano nella relazione che accompagna il provvedimento e che ovviamente verrà letta in Aula: "Confidiamo quindi nella suprema valutazione dei Consiglieri per giungere ad un risultato finale che sappia coniugare al meglio le varie esigenze di funzionamento delle nostre Istituzioni e in particolare del Consiglio Grande e Generale".