San Marino, la liquidità dello Stato potrebbe esaurirsi già dopo l’estate
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Mercoledì 19 Luglio 2017

 

di Daniele Bartolucci

 

Liquidità agli sgoccioli e minori entrate: la situazione dei conti pubblici dello Stato è drammaticamente arrivata ad un punto critico, tanto che tra settembre e ottobre le casse si prosciugheranno del tutto. Questo almeno nelle proiezioni stilate dalla Segreteria alle Finanze a maggio, quando rispondendo ad un'interrogazione in Consiglio Grande e Generale, sono stati forniti i dati del saldo cassa dello Stato mese per mese.

 

QUATTRO ANNI DI "SECCA": LIQUIDITÀ IN CRISI

 

Che il Bilancio dello Stato fosse in crisi non è una novità: visto l'indebitamento degli ultimi anni (anche se in rapporto al PIL è solo al 22%, tra i più bassi in Europa), e l'aumento della spesa corrente che non è stata né ridotta né tantomeno compensata da maggiori entrate. La novità, drammatica, è che la liquidità dello Stato (non della sommatoria di tutta quella degli enti, ndr) è agli sgoccioli. Dal 2014 ad oggi (vedi tabella) si è dimezzata di anno in anno, partendo dai quasi 65 milioni di euro di gennaio agli attuali 20 o poco più, che nei prossimi mesi (secondo la risposta fornita dalla Segreteria di Stato alle Finanze e bilancio il 5 maggio scorso) si azzererà andando in territorio negativo già ad ottobre. Il dato diventa ancora più allarmante se si considera la previsione della Segreteria per fine anno: un rosso di quasi 39 milioni di euro.

 

liquidità tabella

 

DALL'OPERAZIONE VERITÀ ALL'ODG SU TAGLI E SVILUPPO


A fine febbraio il Governo targato Adesso.sm ha dato vita alla cosiddetta "operazione verità" sui conti pubblici, mettendo in allarme l'intero Paese e prefigurando scenari quasi incredibili per un Paese come San Marino dove la ricchezza pro capite è tra le più alte al mondo. Il Segretario alle Finanze, Simone Celli, la ribattezzò in Consiglio "Operazione Consapevolezza", minimizzando chi l'aveva accusato di fare "terrorismo", ma rintuzzando tutti sul vero problema del Paese: poche entrate e troppe spese. Di qui l'ODG votato nella seduta del 20-24 febbraio che impegnava il Congresso di Stato "ad attuare iniziative finalizzate a perseguire un equilibrio strutturale avviandole fin dal prossimo bilancio di assestamento, da approvarsi entro il prossimo mese di luglio, con l'obiettivo di conseguire l'equilibrio strutturale fra entrate e spese ordinarie con il bilancio di previsione del 2019". "Entro luglio", aveva annunciato Celli, "intendiamo pervenire all'approvazione dell'assestamento di bilancio per intraprendere un percorso virtuoso di risanamento della finanza pubblica". Un percorso basato su diversi obiettivi, tra cui appunto "la ricostruzione di adeguate riserve di liquidità", il tema più urgente di tutti. Per fare ciò, nell'assestamento in discussione nel prossimo Consiglio sono state inserite diverse voci di "entrata", come si vedrà più avanti. Ma la "leva" migliore resta quella dello sviluppo, come richiesto dagli Industriali e come anche lo stesso Celli ha detto: "L'aumento della competitività di sistema". Unito agli altri interventi per la crescita: "La riduzione della burocrazia, la semplificazione normativa, la certezza del diritto, il potenziamento delle opere pubbliche, il rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche, l'investimento in formazione, l'adozione di specifici progetti di marketing territoriale e di comunicazione, il mantenimento di una fiscalità leggera e l'elevazione dello standing delle relazioni internazionali".

 

MAGGIORI ENTRATE DALLE TASSE: CHI CI PERDE


Il capitolo entrate, come detto, è quello che sta preoccupando maggiormente il Governo (e non solo): la ripresa economica non si vede ancora nei conti pubblici e quindi è necessario correggere alcune dinamiche. Una di queste riguarda il capitolo tasse. Pur non parlando ancora dell'introduzione dell'IVA, che consentirebbe una leva fiscale più rapida e certa, il Governo ha messo a punto alcuni interventi specifici per aumentare il gettito. Oltre al "classico" aumento dell'aliquota sui beni si lusso, è interessante il "contributo di solidarietà" a carico dei dipendenti pubblici dello 0,5%. Simbolico, sicuramente, ma indicativo. Così come è estremamente rilevante l'intenzione di andare a riequilibrare il carico fiscale tra lavoratori e pensionati, anche se riguarderà solo le pensioni superiori ai 30mila euro circa (con l'abbattimento forfettario del 20% e sino ad un massimo di €6.000). L'altro nuovo capitolo di entrata sembra sarà rappresentato dalla tassa per l'utilizzo dello Stemma della Repubblica di San Marino, già normato da anni, che, a fronte di un costo annuale relativamente basso (si ipotizza sotto ai 100 euro), potrebbe interessare molteplici soggetti, dai commercianti ai produttori.

 

SANATORIE: UN CAPITOLO FORSE POCO EQUO

 

Il "grosso" però sembrerebbe rappresentato da due operazioni epocali: la sanatoria degli abusi edilizi e la rottamazione delle cartelle esattoriali. Come rilevato anche da ANIS, ci sono diversi dubbi in proposito. Se il primo, infatti, riguarda una prassi ormai consolidata in tutti i Paesi (e comunque si parla di abusi bloccati da anni, nella maggior parte dei casi), il secondo intervento rischia di far pagare poco, pochissimo a chi finora non ha pagato nulla. La stima è di 4-5 milioni di euro a fronte di un volume di oltre 220 milioni. E' singolare il confronto con il sistema bancario, benché differente per ovvie ragioni: questi sono teoricamente "NPL statali", che andrebbero gestiti in maniera ancora più oculata di quelli delle banche.

 

FONDI PENSIONE E I.E.S. : CONTRIBUTI SOSPESI

 

L'altra dinamica è quella di ridurre le uscite, anche se, in questo caso pare si sia puntato molto sul welfare state. Infatti, nella seconda bozza presentata alle parti sociali si parla di sospensione sia del contributo dello Stato ai Fondi Pensione (che riprende quella di alcune finanziarie precedenti e sempre in attesa della riforma del sistema previdenziale, che dovrebbe partire a breve), sia del contributo dello Stato al finanziamento dell'Indennità Economica Speciale (I.E.S.), che era di un considerevole 20%. L'ammanco avrà delle ripercussioni: nel primo caso, in assenza di correttivi al sistema pensionistico, significa fin da subito un depauperamento dei Fondi stessi, già in situazione deficitaria come noto data dal saldo negativo tra contributi versati e prestazioni erogate; anche nel secondo caso andrà formulata una riforma degli ammortizzatori sociali, che nelle intenzioni di questo Governo non potrà non basarsi sull'introduzione di uno strumento come l'ISEE per rendere più equa la distribuzione dei contributi e agevolazioni, discriminando tra chi ne ha realmente bisogno e chi invece può permettersi di non accedervi.

 

IMMOBILI AI FORENSI: FINE DI UN TABU'


L'altra grande rivoluzione è quella riguardante il mercato immobiliare: il Governo targato Adesso.sm ha deciso di rendere concreto l'impegno annunciato negli anni da diversi esponenti politici, ovvero di dare la possibilità anche ai cittadini stranieri non residenti di comprare degli immobili. Una piccola grande rivoluzione, per San Marino, che - previa autorizzazione del Consiglio dei XII e requisiti molto stringenti - potrebbe dare una boccata d'ossigeno ad un settore in crisi quale è quello dell'edilizia. Non solo: considerato che molti degli immobili presenti sul mercato sono legati al settore bancario e finanziario, si potrebbe generare un secondo effetto positivo, ovvero quello di immettere risorse nel sistema sgravando le banche di questi "investimenti". Una soluzione che piace al mondo imprenditoriale, anche e soprattutto perché dietro alla vendita degli immobili si apre lo spazio per la ripresa anche di quell'indotto, straordinario se gestito in maniera virtuosa e sistemica, che da tanto tempo attende di poter ripartire in Repubblica. Dagli artigiani agli installatori, agli impiantisti, la "filiera" dell'edilizia è molto lunga. Ovviamente non sarà questa la panacea a tutti i mali del settore, ma può dare una spinta importante.

 

ANIS: "MANOVRA POCO INCISIVA SULLA RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA"


"Pochi gli interventi sul contenimento della spesa, si può fare di più senza rinunciare all'equità", così l'Associazione Nazionale Industria San Marino ha commentato la prima bozza dell'assestamento di Bilancio, presentata dal Governo la settimana scorsa. Nelle more delle modifiche - alcune già comunicate dalla Segreteria alle Finanze alle parti sociali - gli Industriali hanno puntato l'attenzione su diversi aspetti che dovrebbero costituire l'impianto dell'intervento. Un assestamento che punta ad aumentare le entrate: per fare questo, spiega la nota di ANIS, "il Governo pensa di agire su diversi fronti, dall'aumento delle imposte sui beni di lusso, alla sanatoria edilizia (si stima possa valere 4 milioni di €), e la rottamazione delle cartelle esattoriali", su cui però ANIS ha messo in evidenza molti dubbi. "Se la sanatoria edilizia è una questione tecnica e in linea con quanto avviene in tanti altri Paesi, la seconda operazione non appare ispirata dai principi di equità e giustizia sociale: a fronte di circa 225 milioni si stima di incassarne effettivamente solo 5 milioni! Ci si aspetta che vengano gestiti in maniera più giusta, senza privilegiare chi si è dimostrato un pessimo pagatore. E questo vale anche per i controlli sui redditi, che finora si sono dimostrati inefficaci; sull'introduzione dell'ISEE per porre fine ai contributi e agevolazioni a pioggia; sull'introduzione dell'IVA per rendere più equa e trasparente l'imposizione fiscale". Inoltre, "è stata paventata l'introduzione di una mini patrimoniale sugli strumenti finanziari detenuti all'estero, che ci appare in contraddizione con la volontà di semplificare la concessione delle residenze per attrarre imprenditori. E' in questo senso che anche questa manovra di assestamento non appare così incisiva", pur agendo su alcuni aspetti che anche ANIS considera "fondamentali per il futuro". Ad esempio, "nelle more di una riforma delle pensioni complessiva, la scelta di ridurre le detrazioni ai pensionati va vista come un riequilibrio della tassazione rispetto ai lavoratori e non un venire meno di diritti acquisiti. Lo stesso dicasi del contributo di solidarietà dello 0,5% che si ipotizza per i dipendenti pubblici. E' una questione di equità, ma non basta. Occorre aumentare la produttività, riequilibrando l'orario di lavoro degli uffici pubblici, che devono rimanere aperti tutti i pomeriggi ed elevare l'efficienza attraverso la riqualificazione professionale e tecnologica e premiando il merito". "La novità più interessante sarebbe dunque la possibilità data a cittadini stranieri di acquistare immobili: la direzione è quella giusta", secondo ANIS, che ha avanzato tale proposta da tempo, "per rilanciare un settore strategico come l'edilizia e immettere risorse nel sistema, soprattutto quello bancario, a cui spesso gli immobili sono collegati". Sugli immobili delle imprese, ANIS ha rimarcato "la necessità di rivedere gli incentivi fiscali permettendo di accedervi senza l'obbligo di aumentare la forza lavoro di 5 unità. Così come è posta, è un freno agli investimenti, non un'agevolazione". Oltre a questa richiesta, i rappresentanti di ANIS hanno avanzato diverse proposte "per rendere questo assestamento più incisivo per quanto riguarda il contenimento dei costi dello Stato, ma anche per inserire alcuni elementi che possano favorire lo sviluppo dell'economia reale.