Visto e ascoltato per voi: le “Voci” dialettali in musica
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Venerdì 13 Ottobre 2017

 

di Alessandro Carli

 

Per Raffaello Baldini il dialetto non sparirà dalla lingua di tutti i giorni e non rimarrà solo come lingua d'arte per il teatro e la poesia. "Io credo che la convivenza pacifica sarebbe, per l'annosa questione 'lingua e dialetto', la soluzione ideale". Come la marea, anche il vernacolare è soggetto, nel tempo, a lievi mutazioni. Fonetiche, ma mai di senso. Fondamentale però non è dimenticare la lingua-mamma, e poco importa se a farla rivivere sono tre Grandi Uomini dell'Atene di Romagna, Santarcangelo: Lello, ma anche Tonino Guerra e Nino Pedretti. Tre poetiche, tre visi e tre timbri che si sono riuniti nella nuova rivisitazione di "Voci", interessante cd-libro delle Edizioni Interno4 fresco di stampa (è stato presentato a "Cantiere poetico" 2017). Una registrazione non solamente "filologica", di recupero della memoria, ma piuttosto un "disco" che racchiude la sensazione di un tempo passato che, attraverso le tante possibilità dell'arte e della tecnologia, entra nel presente più moderno: quello della fruizione "ascoltata". La scrittura in musica – perché, di fatto, quello che accade è l'incontro tra le voci (Lello, Nino, Tonino e Daniela Piccari) e il pentagramma – amplia, se ancora ce ne fosse bisogno, la potenziale platea di fruitori: gli arrangiamenti che spaziano dal jazz al Fado, passando per la bossa nova, sembrano essere nati per "quelle parole", dette, recitate e vissute in dialetto romagnolo. Un incontro per germinazione spontanea: il vernacolare, come lingua parlata, ha una sua armonia musicale.