IAM srl, “gestione rifiuti”: l’arredo scolastico, la vita di penne, zaini e astucci
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Lunedì 17 Settembre 2018

 

di Mirkare Manzi

 

Settembre, il mese che dà inizio all'anno scolastico. Apparentemente sembra non ci siano punti di contatto tra gli argomenti che trattiamo già di diversi anni su questa rubrica e il mondo dell'istruzione. E invece...

Come molto lettori, anch'io sono genitore e vivo in prima persone tutte quelle "piccole discussioni" domestiche legate alla scuola: zaini, astucci, quaderni, colori, penne e matite. Spesso gli "attrezzi" che hanno accompagnato per otto mesi i nostri figli – mi riferisco ovviamente al periodo che va da settembre a giugno – l'anno dopo non vanno più bene e quindi si butta via tutto e si comprano nuovi "arredi". Eppure la maggior parte degli zaini, degli astucci e dei pennarelli sono in grado di affrontare anche il successivo anno scolastico: basta avere un briciolo di creatività che renderà i "vecchi" oggetti pronti per affrontare la nuova "stagione". Faccio qualche esempio pratico: le matite colorate e i pennarelli. Può capitare che qualche "tonalità", dopo un anno di lavoro, si esaurisca. Gli altri però, quelli meno utilizzati (e quindi la maggior parte) possono affrontare senza troppi problemi anche la "stagione" successiva. Come nel calcio, se un calciatore non è più in gradi di continuare la partita, viene sostituto. Questa regola vale anche per i colori e le matite: basta recuperare quello "finito" da un altra scatola e la "formazione" è al completo. Anche se è di un'altra marca, la cosa importante è che faccia quello per cui è stato costruito, quindi disegnare, colorare, scrivere. Per quel che concerne zaini e astucci, ma anche i grembiuli, esistono sempre altre strade, quelle che chiamo "second life". Gli adulti (non tutti) fanno con quello che hanno, ma sappiamo anche che i figli, talvolta, fanno qualche capriccio: "La cartella con un personaggio 'x' non è più di moda e quindi la voglio cambiare" avrete sentito dire dai vostri figli. In questo caso si aprono due possibilità, entrambe interessanti. La prima è quella di mettere qualche annuncio sui social, magari con la didascalia "Cedesi gratuitamente". Non ci si deve vergognare: il sorriso di un bambino che può sfoggiare lo zainetto con il suo personaggio preferito ha un valore che non può essere monetizzato. La seconda invece rimane "in famiglia": gli zainetti possono cambiare "uso" e, dopo aver accolto libri, quaderni, eccetera, possono diventare "pratici contenitori" di panini, bibite, tovaglioli e sacchetti per una scampagnata fuori porta la domenica. Siamo ai primi di settembre, se Giove Pluvio non farà i capricci, abbiamo ancora un buon mese per "testare" la loro praticità. Alla peggio, verranno "buoni" in primavera.

Sul logorio delle copertine dei libri vengono preziosi i suggerimenti dei nostri "vecchi": rivestitele con pellicole trasparenti o con carta colorata, coinvolgendo anche i figli. Passerete qualche ora con loro, anche nella scelta dei colori e del materiale. Bastano un paio di forbici, il nastro adesivo e tanta pazienza.

Infine, voglio ricordare una bella iniziativa promossa dall'AASS dedicata alla scuola. Si tratta di un gioco di carte che serve per riconoscere i materiali e dove vanno destinati quando diventano rifiuti. Anche in questo modo si fa "educazione".