L’economia mondiale inizia a sorridere: è in crescita del 3,3%
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Venerdì 31 Gennaio 2020

Davos

 

di Alessandro Carli

 

Anche quest'anno, per quattro giorni, gli occhi del mondo sono puntati su Davos, il paese svizzero di poco più di 11 mila abitanti che ospita il tradizionale World Economic Forum. Evento "dorato", quello terminato il 24 gennaio, sia per la data (è arrivata alla 50esima edizione) che per la platea: Maria Latella di Radio 24 ha infatti detto ai "24Mattino" che per parteciparvi servono circa 200 mila euro a persona, non prima però di aver citato la dichiarazione di Jamie Dimon, CEO di JP Morgan: "Davos è il posto in cui i miliardari dicono ai milionari come la classe media dovrebbe lavorare duramente per aiutare le classi povere".

Molti, moltissimi i temi sviscerati durante il Forum: dal nuovo World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale all'ambiente (presente, ovviamente, Greta Thunberg), all'impatto dell'IoT industriale nelle piccole e medie imprese sino alla "Carta dei principi" per un buon lavoro sulla piattaforma digitale.

 

L'ECONOMIA MONDIALE SI RISVEGLIA


Il FMI ha annunciato alla platea che quest'anno l'economia mondiale dovrebbe registrare una crescita del 3,3% e del 3,4% nel 2021. Per quanto riguarda l'Italia invece i numeri sono più modesti: le stime rimangono sotto l'1%, esattamente un +0,5% nel 2020 e +0,7% nel 2021. Il Fondo poi ha rimarcato che i Paesi come l'Italia, alle prese con la sostenibilità del loro debito "abbiano meno spazi di manovra rispetto alle Nazioni caratterizzate da una struttura del bilancio statale più virtuosa": solo "se l'attività dovesse indebolirsi in modo sostanziale" e "se le condizioni di mercato lo permettessero" l'FMI accetterebbe un "rallentamento del passo del consolidamento fiscale".

 

IOT INDUSTRIALE NELLE PMI

 

Le piccole e medie imprese (PMI) sono fondamentali per l'economia globale; tuttavia, stanno perdendo terreno durante la Quarta rivoluzione industriale. Il contributo delle PMI al PIL degli USA è sceso di quasi cinque punti percentuali dal 1990 al 2014. Questa tendenza dovrebbe allarmare i responsabili politici, in particolare nei mercati emergenti in cui le aziende più piccole sono i principali motori di opportunità economiche e mobilità sociale, creando il 90% di nuovi posti di lavoro, secondo l'International Trade Center. Per aiutare le PMI a stare al passo con il ritmo dei cambiamenti tecnologici durante la Quarta Rivoluzione industriale, il Forum economico mondiale ha lanciato quindi un documento.

 

LA CARTA DEI PRINCIPI PER UN BUON LAVORO

 

Le piattaforme di lavoro / servizio digitali possono offrire servizi accessibili ai consumatori, offrire alle aziende e ai clienti maggiori opportunità di accesso ai talenti e fornire opportunità flessibili per guadagnare entrate. Ma la rapida adozione della tecnologia, l'innovazione nei modelli di business e i diversi modi in cui le persone lavorano attraverso le piattaforme rappresentano una sfida per le attuali norme e leggi che regolano il lavoro e le reti di sicurezza. La Carta dei principi per un buon lavoro sulla piattaforma è un'iniziativa innovativa delle principali società del settore per identificare e impegnarsi collettivamente su principi chiave che a loro avviso dovrebbero sostenere il buon lavoro con la piattaforma. Questa iniziativa fa parte della piattaforma del Forum economico mondiale per modellare il futuro della nuova economia e della società.

 

RISCHI DELLA NATURA IN AUMENTO

 

Nonostante la crescente attenzione alla perdita di natura, c'è ancora una comprensione limitata del perché è importante per le imprese e di cosa il settore privato può praticamente fare al riguardo. Il Forum di Davos 2020 quindi ha lanciato una serie di relazioni sulla New Nature Economy (NNE) nel 2020, facendo valere le ragioni economiche e commerciali per la salvaguardia della natura.

La serie, in estrema sintesi, mira a catalizzare lo slancio pubblico-privato nel 2020, con particolare attenzione al vertice della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (COP15) a Kunming, in Cina, e alla relativa mobilitazione di Business for Nature.