San Marino non è un Paese per pensionati stranieri
PDF Stampa
Lunedì 24 Febbraio 2020

pensionati

 

di Alessandro Carli

 

La Repubblica di San Marino non è un Paese per pensionati... europei. Mentre in Portogallo si sta discutendo sulla possibilità, concreta, di introdurre una tassazione sino 10% (con un pagamento minimo di 7.500 euro) che nei fatti andrà a "cancellare" la totale esenzione fiscale per dieci anni "lanciata" anni fa per rendere appetibile la Nazione iberica, l'Italia sa già come cercare di attrarre chi ha lasciato il lavoro per questioni di età.

 

ITALIA: SI PUÒ ARRIVARE ANCHE AL 7%

 

Nel Belpaese difatti è in vigore anche una tassazione agevolata al 7% per i pensionati stranieri che prendono la residenza nei piccoli comuni del Mezzogiorno al di sotto dei 20 mila abitanti di Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia (l'agevolazione vale per 9 anni e può essere estesa anche ad altri redditi prodotti all'estero, ndr).

 

SAN MARINO: ALIQUOTE TRA IL 9 E IL 35%

 

Il Titano, da questo punto di vista, è davvero una "montagna". Perlomeno dal punto di vista delle agevolazioni fiscali e delle richieste. Ci viene in aiuto la Legge n. 118 del 2010, ovvero quella che norma gli ingressi e la permanenza degli stranieri in Repubblica: l'articolo 16-bis stabilisce che un pensionato europeo che volesse vivere sul Monte deve far domanda di "residenza elettiva" (è contemplata anche la "residenza economica", concessa allo straniero che intenda avviare un'attività economica in forma societaria a San Marino, ndr) al Congresso di Stato. Davvero strette "le maglie": per ottenerla – 50 al massimo all'anno per ciascuna "categoria" - deve fare un investimento nel territorio piuttosto importante. A cui si aggiungono altre "voci" di spesa e robuste trattenute sul vitalizio.

I richiedenti inoltre sono tenuti ad assumere a proprio totale carico i costi dell'assistenza sanitaria, mediante assicurazione privata a copertura di ogni rischio.

 

ACQUISTO IMMOBILE O DEPOSITO FRUTTIFERO

 

Due le "strade" percorribili per il pensionato straniero che sceglie il Titano per vivere il periodo post-lavoro.

Vediamole quindi assieme. La prima porta all'acquisto a titolo oneroso per il prezzo non inferiore a 500.000 euro di un fabbricato o porzione di fabbricato da destinare ad abitazione propria o del proprio nucleo familiare e che anteriormente alla data del 31 maggio 2017 risulti già ultimato, da ristrutturare o allo stato grezzo. L'abitazione può essere anche il risultato dell'accorpamento di più unità immobiliari. "Ai fini del calcolo del predetto importo - si legge -, oltre al prezzo di acquisto, possono essere computate, per un importo non superiore a 150.000 euro, le spese di ultimazione dell'unità immobiliare; e spese di ristrutturazione dell'unità immobiliare; le spese di demolizione con ricostruzione dell'unità immobiliare".

La seconda, chiarisce sempre l'articolo 16-bis della Legge numero 118 del 2010, richiede invece un "deposito infruttifero e vincolato per la durata di 10 anni non inferiore a 600.000 euro in titoli emessi dallo Stato sammarinese o in un fondo appositamente istituito dall'Eccellentissima Camera. La concessione della residenza elettiva comporta il pagamento di una tassa di 10.000 euro da versare su pertinente capitolo di bilancio di competenza dell'Ufficio del Registro e Conservatoria e che non sarà in alcun caso restituita".

 

LE ALIQUOTE: DAL 9 AL 35%

 

La Repubblica di San Marino ha stabilito una serie di aliquote che cambiano a seconda dell'importo annuale della pensione percepita. Sino a 10.000 euro è del 9%, da 10.000,01 a 18.000 euro è del 13%, da 18.000,01 a 28.000 euro è il 17%, da 28.000,01 a 38.000 euro il 21%, da 38.000,01 a 50.000 euro il 25%, da 50.000,01 a 65.000 euro il 28%, da 65.000,01 a 80.000 euro il 31%, oltre gli 80.000 euro il 35%.