San Marino, Assemblea ANIS: sul tavolo la “grave situazione del Paese”
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Venerdì 03 Luglio 2020

Neni

 

di Daniele Bartolucci

 

Gli imprenditori ANIS si riuniranno in Assemblea il prossimo 8 luglio per approvare il bilancio, ma, soprattutto, per confrontarsi sull'attuale situazione che non hanno timore a giudicare "sempre più grave e preoccupante". Anche per questo, l'appuntamento in agenda non si può limitare a una mera formalità, a maggior ragione se si considera il fatto che dovrebbe avvenire dopo l'atteso incontro con il Governo, che ANIS ha richiesto formalmente nei giorni scorsi. Un incontro che probabilmente verrà calendarizzato a breve, esaurita la sessione del Consiglio Grande e Generale dove comunque ci sono già diversi punti fondamentali su cui discutere, dall'indebitamento fino a 500 milioni di euro compreso nell'assestamento di Bilancio fino alla "moneta fiscale", approdata in prima lettura proprio in questi giorni. Per ANIS, però, l'elenco delle "criticità" è molto più lungo e parte da lontano: "Ci rendiamo conto di ripetere ormai da molto tempo", avevano avvertito nei giorni scorsi il Governo, "e adesso all'unisono con tutte le parti sociali ed economiche, la preoccupazione per la grave situazione generale del nostro Paese, già molto critica prima della pandemia, e per l'assenza di un piano - e azioni concrete coerenti - per il suo rilancio. Tuttavia", hanno sottolineato da ANIS, "non possiamo esimerci dal ribadirla ancora perché, dopo tante occasioni sprecate di affrontare le criticità più evidenti e urgenti, restare immobili ora significherebbe non avere più chance". Per questo, "vista la pesante incertezza che caratterizzerà l'andamento delle attività economiche nella seconda parte del 2020 e per buona parte del 2021, ANIS ha richiesto un incontro al Governo per discutere degli interventi che dovranno essere messi in campo al più presto".

 

COVID, CIG E URGENZA DI LIQUIDITÀ


Punto centrale del dibattito odierno è ovviamente l'emergenza sanitaria da Covid-19, a cui si sta affacciando però un'altra emergenza, economica: "La nuova crisi", hanno spiegato gli Industriali, "ha aggiunto, agli altri ben noti problemi, la preoccupazione per il massiccio ricorso alla Cassa Integrazione e l'urgenza di fornire alle imprese una liquidità straordinaria: sono questioni indifferibili e per soddisfare questi bisogni servono al più presto ingenti risorse finanziarie. Nei prossimi mesi quindi il Paese si gioca gran parte del suo futuro, ma la mancanza di un vero piano d'azione e di iniziative da cui emerga un cambio di passo nell'affrontare i problemi, fa temere che di questo non ci sia piena consapevolezza. C'è la necessità di concentrare tutte le migliori energie del Paese, e non solo, per attuare con la dovuta determinazione una strategia per riprendere il controllo della situazione e al tempo stesso gettare le basi per un deciso rilancio del nostro sistema". Ed è ciò che si aspettano dall'Esecutivo, a cui hanno già rivolto un appello molto chiaro: "Occorre imprimere una forte accelerazione ai lavori in corso per risolvere - una volta per tutte - le criticità del sistema bancario, affinché possa tornare a svolgere il ruolo di supporto alle famiglie e alle imprese. Senza dimenticare, nello stesso tempo, di dare una risposta alle altre priorità del Paese: la riforma delle pensioni, l'introduzione dell'IVA e i rapporti con l'esterno, ovvero Italia e Unione Europea". "L'obiettivo", hanno ammonito gli Industriali, "deve essere quello di preservare le imprese e di stimolare lo sviluppo economico, così che si produca nuova ricchezza e una prospettiva solida e sostenibile per l'intera collettività. Chiediamo quindi nuovamente con forza al Congresso di Stato e a tutte le forze del Paese di stabilire un programma coraggioso e serio di lavori e interventi, con tempistiche certe e risultati misurabili nel tempo, per riportare in fretta la nostra Repubblica fuori dalle secche in cui è oggi intrappolata".