San Marino cerca di chiudere il cerchio
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Sabato 26 Settembre 2009

E’ un risultato di grande importanza per lo Stato sammarinese che consentirà l’approdo all’agognata white list e che dovrebbe essere nei prossimi giorni ufficializzato, dopo la notifica degli accordi, anche dall’OCSE. La corsa contro il tempo, dunque, durata cinque mesi è stata vinta. Firmato martedì con la Francia, uno degli accordi di maggiore spessore politico sullo scambio di informazioni in materia fiscale. E significative sono state le dichiarazioni del ministro delle finanze Eric Woerth: “E’ importante che i piccoli stati avanzino allo stesso modo con le riforme fiscali”. Sempre nella stessa giornata di martedì nel pomeriggio, l’altro mattone nel muro dei dodici accordi: firma sullo scambio dì informazioni lo scambio con la Groenlandia. L’altro passo importante, dopo la valutazione dell’audizione a Strasburgo, l’adozione anticipata da parte del Congresso di Stato di un decreto-legge sul-l’estinzione anticipata dei libretti al portatore e lo stop immediato alle nuove emissioni di quest’ultimi. Lo scatto di reni dell’Esecutivo brucia la scadenza prevista del 1° gennaio 2010. Sembra, a questo punto, che si siano create le condizioni sufficienti per un esito positivo del pronunciamento all’interno dell’assemblea plenaria del 24 settembre a Strasburgo. E, purtroppo al momento in cui andiamo in stampa non possiamo rendervi conto dell’esito della riunione. Troverete comunque tutti gli aggiornamenti sul nostro sito www.sanmarinofixing.com. Cauto comunque rimane il Governo in queste ore: “Abbiamo voluto - ha spiegato il Segretario di Stato Gabriele Gatti - dare un segnale forte del nostro impegno”. Sull’esito del verdetto si è detto fiducioso, “anche se quando si entra in procedura rafforzata, non è semplice uscirne in breve tempo”. L’altra fondamentale pezza d’appoggio al new deal sammarinese viene dalla Banca Centrale dopo la presentazione della Relazione Annuale in Consiglio. “L’esperienza di tutti i Paesi - ha sottolineato in conferenza stampa il Presidente Biagio Bossone - ci dice che non si produce ricchezza se non ci sono delle norme e se le verifiche e la vigilanza sono insufficienti. Quell’apparente ricchezza rischia infatti di essere fittizia, e di scaricare i costi sul futuro”. Il vero problema è la mancanza di strutture adeguate per fare vigilanza: “Malgrado gli sforzi negli anni non siamo in grado di verificare le verifiche adeguate”. BCSM chiede maggiore autonomia e “accountability”, ovvero responsabilità nella gestione e nel raggiungimento dei propri obiettivi. Si è sottolineato che “nonostante l’impegno profuso, in relazione al-l’elevato numero di soggetti vigilati, permane inadeguata la funzione di vigilanza a causa dell’insufficiente numero di risorse umane disponibili”. I numeri: nel 2002, a disposizione della banca e dell’ispettorato del credito e delle valute l’11% delle risorse di personale era destinato alla vigilanza, 6 persone su 53. Nel 2008, BCSM, su 54 addetti, 24, ovvero il 44%, erano dedicati alla vigilanza. E nonostante il fatto che il resto del personale non sia stato aumentato. Purtroppo non significa attività sufficiente per presidiare il sistema. Ultimo dato: negli altri Paesi cicli ispettivi di due anni, miraggio per le nostre statistiche a causa della quantità di soggetti vigilati molto elevata in relazione alle nostre capacità. Ultim’ora: BCSM ha sottoscritto un memorandum di intesa con la Banca Nazionale Croata nel campo della vigilanza. bancaria. E’ il primo accordo con un’omologa autorità estera in ambito di vigilanza bancaria.

Saverio Mercadante