Renzo Piano: Viaggiare e osservare
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Venerdì 09 Ottobre 2009

Parola, Maestro. Davanti ad un auditorium gremito fino all’ultimo posto, Renzo Piano, all’interno di Cersaie 2009, ha tenuto una lectio magistralis sui modi di “Fare architettura”.
Ai giovani che studiano architettura, l’architetto genovese suggerisce di vivere, viaggiare, osservare.
“L’architettura è un mestiere di arte e di avventura - ha evidenziato -, dove coesistono più piani: quello tecnologico, quello umanistico - perché gli edifici sono pensati e realizzati per le persone -, quello più poetico e immaginifico”. Quando l’architettura risponde tanto ai bisogni pratici che alle aspettative e ai desideri allora diventa straordinaria. Perché un edificio non risponde soltanto a criteri tecnici o tecnologici, ma comunque celebra aspirazioni e desideri. Attraverso le immagini di diverse opere realizzate nel corso degli anni, Renzo Piano ha esposto la sua idea di architettura, che sembra fondersi in una concezione stessa della vita. “Per fare architettura si può partire da una visione, e poi passare alla costruzione, o viceversa – ha spiegato -. Io sono cresciuto nei cantieri di mio padre che era un costruttore. E il miracolo del costruire ti rimane addosso”.
Fare architettura significa anche comprendere che ogni ipotesi creativa deve migliorare, trasformare, descrivere il mondo grazie agli strumenti e alle soluzioni pratiche che rendono possibile la realizzazione concreta di un’idea. A partire, per esempio, dall’osservazione dei luoghi e della natura vedranno sorgere un’opera. Per scoprire, per esempio, come certe geografie, e determinate topografie, o materiali preesistenti contengano già in germe caratteri architettonici ben definiti.
L’architettura è creazione e arte, ma è soprattutto capacità di trasformare il mondo, creare linguaggi. A partire dalle esigenze contingenti. Che oggi sono quelle che partono dalla consapevolezza che “la Terra è fragile” e che è doveroso costruire degli edifici partendo da questo assunto. Cercando quanto più possibile di utilizzare anche materiali in grado di rispettare gli equilibri ambientali. Tra questi la ceramica merita senza dubbio una menzione.
Come ha sottolineato Piano, si tratta di una materiale ricco di suggestioni: “E’ antico, viene dalla terra e torna alla terra, ma soprattutto presenta caratteristiche quali la resistenza, la durata, le infinite possibilità cromatiche, la capacità di riflettere la luce, rendendola funzionalmente perfetta e straordinaria in diverse situazioni”. Tra queste, l’architetto ha illustrato il grattacielo dove ha sede il New York Times, nel quale sono state utilizzate elementi in ceramica bianca per utilizzare al meglio la luce e i raggi solari.
Alessandro Carli