Tito Masi: Piano strategico per la Cassa. E noi non abbiamo buttato a mare Fantini
PDF Stampa
Venerdì 13 Maggio 2011

di Saverio Mercadante


masi_tito_ambrosetti_ECFSAN MARINO - “Siamo stati trascinati in polemiche dalle quali le banche dovrebbero rimanere escluse. Non si possono strumentalizzare dati e scelte di comportamenti per fini politici. Si creano allarmi ingiustificati che potrebbero creare tensioni nei rapporti con la clientela. È un atteggiamento irresponsabile, che non denota senso dello Stato”.

Il Presidente Tito Masi risponde con veemenza al violento attacco ricevuto lunedì in Consiglio dal Consigliere Fiorenzo Stolfi (Psd) sulla sua gestione, e su quella del Presidente della Cassa di Risparmio Leone Sibani. Secondo Masi, infatti, si è messa in dubbio pesantemente la solidità dell’istituto e le scelte sul caso Delta.

“Nel caso specifico – scandisce il Presidente – si polemizza su perdite che non sono effettivamente tali: dipendono prevalentemente dagli accantonamenti effettuati per fare fronte alle prevedibili perdite relative al Gruppo Delta. In questi ultimi due anni è stato deliberato lo spostamento di somme rilevanti dal patrimonio della banca a un apposito fondo. Rimaniamo comunque la banca più patrimonializzata della Repubblica. Da un lato con un patrimonio netto di 295 milioni, dall’altro con un fondo per fare fronte alle perdite di Delta alimentato con 221 milioni di euro accantonati nel 2009, e con 141 milioni di euro accantonati nel bilancio 2010. E solo in parte utilizzati nella svalutazione di alcune partecipazioni. Abbiamo ottenuto così anche la certificazione del bilancio che mancava da due anni. Non si può quindi mettere in dubbio la solidità della Cassa, né tantomeno attribuire, è assolutamente ridicolo, la responsabilità del disavanzo all’attuale gestione di Cassa e della Fondazione, e non a quella precedente. È vergognoso, indegno, e irresponsabile”.

Un’altra delle contestazioni che ha fatto Fiorenzo Stolfi è la mancata acquisizione della BAC.

“Io ho detto molto chiaramente sin dall’inizio che avremmo perfezionato l’acquisto se ci fossero state tutte le condizioni da noi richieste. Avevamo un progetto diverso. IBS perseguiva un progetto di fusione tra le due banche. Per noi non era fattibile: ci sarebbe stata una sovrapposizione di territori, di filiali, sarebbe stato antieconomico. Noi abbiamo lavorato a una cordata di manager e imprenditori e, soprattutto accogliendo un invito di Banca Centrale, abbiamo cercato un partner bancario qualificato esterno. Queste condizioni complessive purtroppo, però, non si sono raggiunte. Ne abbiamo preso atto e non c’è nulla di cui rammaricarci”.

Che tipo di scenario si può prevedere per il sistema bancario?

“Abbiamo detto sin dall’inizio che occorre andare verso una ristrutturazione dell’intero sistema bancario e finanziario, alla fine della quale credo che rimarranno quattro o cinque realtà bancarie. Naturalmente, nell’ambito di un progetto definito da Banca Centrale e condiviso dal Governo e con l’accordo dei diversi soggetti. Noi non vogliamo prevaricare nessuno, le soluzioni devono nascere da un accordo dei diversi soggetti”.

Presidente, sembra che si vada verso una soluzione della vicenda Delta.

“I commissari hanno chiuso e definito il piano. Entro il 18 maggio le banche creditrici dovrebbero formalizzare l’adesione per poi poter depositare il piano e ottenere l’omologa dal tribunale di Bologna. Siamo nella fase finale. Si costituirà in seguito una nuova società tra le banche creditrici e Cassa di Risparmio per gestire l’attività di incasso dei crediti verso la clientela del Gruppo. Questo sarà l’elemento di svolta. Da un lato, quindi, l’accantonamento della Cassa per far fronte alle perdite, dall’altra la fase finale che ho appena descritto della gestione commissariale. Siamo veramente alle battute finali”.

Come ne uscirà la Cassa?

“La Cassa sta preparando un piano strategico per consolidare il proprio ruolo di banca di sistema a sostegno dell’economia del Paese a fianco delle famiglie e delle imprese. Siamo ancora la prima banca del paese per raccolta e patrimonio. Vogliamo continuare a svolgere un ruolo di primo piano”.

Sulle polemiche di Stolfi su Fantini e il Pm Di Vizio cosa risponde, Presidente?

“Non abbiamo buttato a mare Fantini. Ma riteniamo che la precedente gestione si sia assunta responsabilità rilevanti sulla concessione di finanziamenti che abbiamo ritenuto assolutamente eccessivi nei confronti di Delta. Ci sembra che certe scelte non corrispondano a una sana e prudente gestione. Per quanto riguarda la Procura, Fantini aveva adottato la linea della contrapposizione, noi quella della collaborazione e del dialogo, doverosa verso la magistratura. Questo non vuol dire che noi non riteniamo devastanti le stesse iniziative della Procura. E comunque la Cassa ha adottato tutte le scelte possibili per difendere il proprio investimento. Ancora è in piedi un appello contro la decisione del Tar che ha respinto la nostra istanza contro il commissariamento di Delta. Il 21 maggio c’è l’Assemblea dei soci della Fondazione San Marino: un’altra occasione per fare chiarezza su tutta questa vicenda sulla quale è doveroso riferire”.