Diario della crisi di venerdì 24 giugno 2011
PDF Stampa
Venerdì 24 Giugno 2011

 

di Saverio Mercadante

 

Re Giorgio ha lanciato il suo anatema. “È un po’ che voglio parlarne e adesso lo dico: la moda ora è in mano alle banche, alla Borsa. Non appartiene più ai proprietari, ma a chi gli sta sopra. E non riesco capire l’influenza delle banche sul nostro mestiere, è un mistero”. Giorgio Armani forse pensava a Prada che si sta per quotare sulla piazza di Hong Kong. Certainly, my dear. “Io non ho debiti. Il problema di Prada invece è di restituire i soldi che le banche hanno sborsato per rendere forte la sua griffe”. Eurostat intanto crea un altro mistero. I cugini spagnoli, in crisi verticale, nella classifica del Pil procapite 2010, hanno superato di nuovo gli italiani. Roma è tredicesima sui ventisette di casa Ue, dodicesima Madrid. Da Chianciano, mitica città termale che riempie i ricordi della mia infanzia intanto arrivano segnali di rivolta fiscale. Il sistema sanitario non rimborsa più le terme come una volta, e le strutture sono in crisi per un calo di pubblico senza precedenti. Dunque, lo scorso 16 giugno, giorno di scadenza per il pagamento della prima rata dell’ICI, la stragrande maggioranza degli oltre 100 soci dell’Associazione Albergatori di Chianciano (si parla del 90%) ha pagato solo la metà di quanto previsto dalla rata. E’ nata, mentre nella cittadina toscana gli albergatori non sapevano più a quale anziano aggrapparsi, la rete globale dei sindacati europei e americani di tutti i siti del gruppo Fiat-Chrysler. Primo atto sarà una lettera a Sergio Marchionne, amministratore delegato della casa torinese e di quella di Detroit, ma anche presidente di Fiat Industrial, per chiedere il riconoscimento del network. L’obiettivo è uno scambio costante di informazioni, ma anche la definizione di una strategia sindacale comune. Secondo i sindacati ad un’azienda globale deve corrispondere un sindacato globale.