Frontalieri, la “fotografia”. Operai specializzati, di 31-40 anni, con bassa scolarità
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Martedì 13 Dicembre 2011

 

Una fotografia della situazione attuale per quello che riguarda i lavoratori frontalieri impegnati a San Marino l’ha scattata la Relazione Economica al Bilancio Previsionale 2012. Una fotografia al 31 di giugno di quest’anno, esattamente a metà anno insomma. E il conto complessivo parla di una diminuzione che inevitabilmente riflette, e si riflette, nella situazione di crisi attraversata dall’intera economia sammarinese. Il primo semestre 2011 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente conta una diminuzione di oltre 500 unità (-502, per la precisione): i lavoratori frontalieri sul Titano sono esattamente 6.026 con una diminuzione rispetto a dicembre 2010 di -44.

 

Frontalieri: quanto incidono


La Relazione è chiara sulla questione: “Attraverso un’analisi dei dati statistici a disposizione è possibile quantificare il fenomeno transfrontaliero ed è anche possibile riscontrare come per l’economia sammarinese, l’effetto di questo tipo di lavoratori oltre a rivestire una indiscutibile importanza economica, incida anche nel tessuto sociale e umano”. E allora, se si considera che l’insieme della popolazione lavorativa attiva, alla fine del primo semestre 2011, è di 21.591 unità si può facilmente intuire come sia eloquente la cifra di 6.026 frontalieri che rappresenta il 27,9% del totale. Da un raffronto statistico più generale si nota che, a partire dall’anno 1996, il numero dei lavoratori frontalieri è cresciuto in maniera esponenziale passando da 3.167 a 6.070, con un incremento del 91,7%. Il dato, relativo al 1° semestre 2011, in leggero calo, porta l’incremento al 90,3%.

 

Ma chi sono e che lavoro fanno?

 

Nel settore pubblico, è cosa nota, i lavoratori frontalieri sono presenti esclusivamente in campo sanitario. Nel settore privato invece i lavoratori frontalieri hanno un’incidenza maggiore nelle qualifiche di manodopera specializzata, dove il valore più consistente lo si riscontra tra gli operai specializzati e tecnici (23,3%). Il totale di coloro che ricoprono qualifiche impiegatizie è pari a 1.755 unità, con un’incidenza sul totale del 28,5%, mentre l’incidenza di coloro che sono inquadrati nella categoria degli operai è del 62,0% per un totale di 3.820 unità lavorative. L’incidenza sul totale del personale transfrontaliero vede l’attività manifatturiera fare la parte del leone: quattro lavoratori su dieci sono impiegati qui (il 39,8%), a seguire una fetta importante è rappresentata dal settore commercio (18,5%). Interessanti anche i dati relativi a età e scolarità. Si nota infatti che la maggioranza dei frontalieri ha un’età compresa tra i 31 e i 40 anni (sono il 36,9%) e tra i 41 e i 50 anni (il 36,1%) ed un titolo di studio basso: la quota più alta - più di uno su due - è infatti costituita da frontalieri con la licenza di scuola media (3.268), quelli con un diploma sono 2.085 mentre hanno una laurea o un diploma universitario appena 466 frontalieri. Per fare un raffronto, i lavoratori sammarinesi o residenti con un diploma sono più di quelli con la licenza di scuola media (4.677 contro 3.987), mentre i laureati sono ancora pochini, 622 in tutto, e qui andrebbe forse aperto un’altra riflessione non da poco sull’importanza di una scolarizzazione più elevata per far crescere il Paese.