Tutti i colori del jazz a San Marino. Il festival raccontato da Alberto Braschi
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Giovedì 12 Luglio 2012

di Loris Pironi

 

Pat Metheny, Enrico Rava, John Scofield. Tre nomi, tre divinità dell’Olimpo della musica scese sulla terra che scaleranno il Monte Titano per la terza edizione del San Marino Jazz Festival, in programma dal 13 al 15 luglio prossimi.

Il San Marino Jazz Festival rappresenta l’elite delle iniziative culturali dell’estate sammarinese. Il chitarrista più famoso al mondo, Pat Metheny naturalmente; Enrico Rava, il trombettista che più di ogni altro assieme a Fabrizio Bosso tiene alto il tricolore in giro per il mondo in ambito jazzistico; infine un mostro sacro come John Scofield, uno che ha fatto tour e inciso niente meno che con Miles Davis. A portarli a San Marino ci ha pensato Alberto Braschi, Direttore artistico di una rassegna che ha il pregio di non esaurirsi nelle tre serate dei concerti ma di ravvivare il centro storico di San Marino anche durante tutto il giorno, con una serie di iniziative collaterali.

 

Il San Marino Jazz Festival nasce da lontano. Da quanto lontano, esattamente?


“Questa manifestazione - racconta a Fixing Alberto Braschi - nasce innanzitutto dalla mia passione per la bella musica e, naturalmente, per la musica jazz. Ho girato l’Europa, sono stato a New York, frequento i locali e i festival più importanti. Da questa passione è sbocciata la volontà di portare tutto ciò a San Marino. Se andiamo indietro nel tempo, il San Marino Jazz Festival è nato, di fatto, nel 1998, in occasione di un concerto organizzato dal San Marino Jazz Club, di cui allora ero membro del Direttivo. Portammo 3.200 persone a Montecchio per ascoltare Pat Metheny. In quell’occasione mi resi conto che la gente si sposta per questi grandi eventi e mi ripromisi di far tornare Pat sul Titano. Più concretamente, sono sei anni che lavoriamo per il Festival. San Marino ha le location giuste, i panorami adatti per accogliere questi miti del jazz. E adesso, dopo tre edizioni, siamo certi di essere sulla strada giusta”.

 

E dove volete arrivare?

 

“Sicuramente vogliamo arrivare lontano. Il segreto del nostro Festival è quello di aver portato sin dal principio tutti personaggi molto famosi e accattivanti. Ogni edizione è cresciuta rispetto alle precedenti e oggi pensare di assistere ad un concerto di Pat Metheny alla Cava degli Umbri è un’emozione incredibile. Però lo riteniamo solo l’inizio. Vogliamo continuare a crescere, arrivare a fare anche 7-10 serate, ma tutte con grandissimi nomi, non come accade per altri festival. E poi abbiamo una serie di progetti piccoli e grandi per far crescere questa manifestazione che già ha un nome nel panorama internazionale”.

 

Qualche esempio?

 

“Un progetto a breve scadenza è la realizzazione di un Dvd con tutti gli artisti, i backstage e le interviste delle prime tre edizioni. Sarà il ‘San Marino Jazz Festival Live volume 1’ e sarà il primo, si spera, di una lunga serie. Ci saranno le canzoni, due brani per ogni artista, e scorci della nostra bellissima Repubblica. Sarà un biglietto da visita per l’estero, si potrà comprare negli store di San Marino, ma anche a New York. Poi vogliamo organizzare workshop e seminari con artisti di levatura internazionale. Il progetto dovrebbe prendere il via già nel 2013 e portare i musicisti per tre giorni al Teatro Titano, non nei giorni del Festival ma nella fase di day-off, con tanto di concerto finale. E poi c’è un altro progetto di grande spessore, che è l’edizione Winter del San Marino Jazz Festival. Ci stiamo lavorando e saremo pronti per questo novembre, periodo in cui girano tanti artisti di primissimo piano ma magari più abbordabili. Puntiamo a fare un paio di date, ovviamente a teatro”.

 

Quando si parla di festival jazzistici la mente corre a Umbria Jazz. Quanta distanza c’è tra la vostra manifestazione e il top del top? E soprattutto, intendete percorrerla?

 

“Già posso dire che come Festival diamo fastidio. Non tanto a Umbria Jazz ma sicuramente a altre manifestazioni più vicine a noi geograficamente. Noi andiamo avanti per la nostra strada. Sarà importante avere negli anni il supporto delle Segreterie di Stato (il Festival conta tre patrocini, quelli di Turismo, Cultura ed Esteri, ndr), ma possiamo diventare un vero punto di riferimento. Aumentando le serate, poi, possiamo avere un flusso di turismo che sosta a San Marino anche per una settimana, con chiare ricadute positive per tutto il sistema”.

 

SAN MARINO JAZZ FESTIVAL: VAI AL FOCUS

 

 

Proviamo a raccontare cosa c’è in programma nelle tre serate. Partiamo da Pat Metheny, in scena il 13 luglio.

 

“Che dire di Pat, è il chitarrista più grande al mondo, nel jazz e nel contemporaneo non ha eguali. Per lui parlano i 19 Grammy Award conquistati, l’ultimo proprio quest’anno. Chick Corea, tanto per dare una pietra di paragone, ne ha vinti sei. Io lo conobbi personalmente nel 1985, da allora ad oggi è sempre stato il numero uno. Personalmente sono nato come suo fan. A San Marino suonerà con la Unity Band, che è una formazione di eccezionale livello, a partire da Antonio Sanchez, suo batterista da 10 anni, e poi ancora Chris Potter al Sax e Ben Williams al contrabbasso, due talenti di grande creatività”.

 

Seconda serata, 14 luglio: Enrico Rava e l’orchestra ‘Rava on the dance Floor’.

 

“Anche Enrico Rava non ha bisogno di presentazioni. Questo concerto è un tributo a Michael Jackson, sul palco c’è un’orchestra di 12 elementi tra piano, batteria, percussioni, ben sei fiati. Enrico Rava non conosceva bene Michael Jackson, sua moglie gliel’ha fatto scoprire dopo che la morte della più grande star del pop ha scosso il pubblico. E Rava si è innamorato della sua musica, che ha trasformato, inserendo swing e jazz. È davvero un concerto da non perdere”.

 

Chiudiamo il 15 luglio con John Scofield.

 

“Scofield è in auge dagli anni Settanta. Chitarrista più blueseggiante di Metheny, ha suonato con Miles Davis e altri miti. All’attivo ha più di trenta album. A San Marino suonerà con la Hollowbody Band, un progetto molto interessante anche perché offre al pubblico di ascoltarlo improvvisare con un altro chitarrista forse meno conosciuto ma di livello altrettanto grande, Jurt Rosenwinkel. Assieme a loro Ben Street al basso e alla batteria Bill Stewart, un altro che non teme confronti con nessuno”.

 

Di sera San Marino Jazz Festival, di giorno San Marino Jazz Fuorifestival. La formula è vincente.

 

“Le tre serate vedranno i concerti, di giorno abbiamo allestito tutta una serie di iniziative collaterali. C’è una jazz competition al Teatro Titano, un concorso con in palio una demo in sala di registrazione, c’è una doppia mostra, fotografica e pittorica, intitolata ‘The color of sound’, con opere di artisti provenienti da tutta Italia, poi c’è Jazz on the road che vedrà musica jazz dal vivo per le vie del centro storico e poi riproporremo Calici in Jazz, che lo scorso anno ha riscosso un bell’apprezzamento. Insomma, saranno davvero tre giorni a tutto jazz”.

 

Pat-Metheny Alberto-Braschi

Un’immagine per certi versi "storica": Alberto Braschi (a destra) con Pat Metheny nel 1998 a San Marino. Tutto parte da lì...