Editoriale. L’amara verità del Fondo Monetario Internazionale
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Lunedì 24 Febbraio 2014

 

di Loris Pironi

 

Come tutti gli anni, le parole del Fondo Monetario Internazionale su San Marino costringono ad aprire gli occhi sulla realtà. E poi, pure, a riflettere un po'. Si può non essere d'accordo con le ricette, non tutte almeno, proposte dal FMI con la stessa salsa di accompagnamento da Pechino al Titano, come se le condizioni sociali ed economiche, la storia e anche le dimensioni di un Paese non siano rilevanti.

Ma la fotografia degli esperti del Fondo spediti da Washington per vedere i progressi della piccola Repubblica sulla strada della risalita è sempre nitida e impietosa.

I conti pubblici sono in difficoltà, il debito pubblico è il nemico pubblico, e San Marino davanti ad esso non può arretrare di un passo, o finirà travolto e buttato a mare. Con l'economia che stenta a ripartire, malgrado le misure adottate negli ultimi mesi, l'unica cosa da fare è ridurre le spese e aumentare in ogni modo possibile le entrate. è vero a questo punto che non ci vuole troppa fantasia a incrementare il gettito aumentando le tasse, ma è vero anche che quel che il FMI ha ricordato in questi giorni è che con aliquote così basse - rispetto a tutti gli altri Paesi di riferimento, a partire ovviamente dall'Italia - non ci si può neanche lamentare. La missione del Fondo ha poi anche detto che il sistema così non può reggere a lungo in fatto di pensioni e di assistenza sociale. Se c'è chi si è prontamente lamentato che questa non è la ricetta giusta, nessuno - sul Titano né altrove - ha saputo dare alternative. Però l'amara verità mostrata dal FMI, dicevamo, fa riflettere: senza alternative possibili (San Marino non stampa denaro...) è giusto, anzi è equo non far pagare nulla a nessuno, belli e brutti, poveri e ricchi?