Editoriale San Marino Fixing: Cento giorni per risvegliarsi
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Giovedì 03 Aprile 2014

 

di Loris Pironi


Confesso che stuzzica la mia curiosità questo Premier che promette di raddrizzare l’Italia in cento giorni, senza preoccuparsi delle facili ironie, del gravame di decenni di insuccessi politici, dell’atavico disfattismo che porta a non cambiare nulla perché tanto nulla si può cambiare. E mi viene da pensare a quanto si potrebbe fare in cento giorni a San Marino, dato che per definizione (purtroppo mai verificata) più piccolo significa anche più efficiente. In cento giorni si potrebbe davvero trasformare il mercato del lavoro, rendendo più facile assumere - sembra irreale ma questo è uno dei grandi problemi di San Marino - e stimolando una nuova cultura del lavoro. Si potrebbe superare definitivamente la monofase, perché l’IVA - anzi la sua mancanza - è quanto ci rende astrusi al resto d’Europa. Si potrebbe almeno iniziare a lavorare sulla comunicazione, per diffondere l’informazione che San Marino è uscita dalla black list e ha cambiato pelle. Si potrebbe sistemare una volta per tutte la normativa degli appalti, per rispondere alle esigenze degli organismi internazionali impegnati nel contrasto al riciclaggio e alla criminalità organizzata, che poi sono le esigenze di tutte le imprese che operano in trasparenza e legalità e che vogliono gare chiare e senza zone d’ombra. In cento giorni si potrebbero mettere in campo le prime iniziative per la promozione di San Marino all’estero, si potrebbe far partire la riforma della Camera di Commercio (era stata data per pronta a fine 2013), si potrebbero far partire nuove iniziative per un’informatizzazione completa della PA. Cento giorni. Diciamo che saremmo felici se si portassero a casa almeno alcune di queste cose nei prossimi dieci mesi...